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Scopri il Veneto più goloso attraverso i suoi sapori

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La cucina veneta è piena di sorprese. Ricca di piatti “poveri” ma pieni di gusto. Ogni città ha la sua specialità, da assaporare o sorseggiare, per catturarne la vera essenza. 

Dalle celebri sarde in saor veneziane alla pearà, la salsa di pane e brodo veronese che in pochi conoscono, fino allo Spritz padovano che ha conquistato il mondo e al versatile radicchio trevigiano. 

Venezia. Passeggiando tra calli e ponti sui canali, a Venezia è bello infilarsi in un bacaro, la tipica taverna veneziana, per gustare i piatti tipici della laguna: le sarde in saor, il fegato alla veneziana, la pasta e fagioli, i bigoli con le sarde, risi e bisi (il risotto con i piselli). E per finire un buon espresso ammirando Piazza San Marco accompagnato dai baìcoli, i tipici biscottini croccanti veneziani. 

Padova. La città universitaria si contende con Venezia il primato dell’aperitivo: in queste due città negli anni Venti è nato lo Spritz, fatto con Prosecco, acqua frizzante e seltz, oppure bitter. Imperdibile!

Verona. I ristoranti migliori della città offrono il lesso accompagnato dalla pearà, la salsa di pangrattato, brodo e tanto pepe (da cui deriva il nome) che va servita caldissima assieme alla carne. Durante il carnevale si mangiano gli gnocchi di patate fatti in casa, conditi con burro e zucchero come vuole la tradizione, inoltre la città che ha dato i natali al Pandoro riserva altre dolci sorprese, come la torta russa e la brasadela, il tradizionale pane dolce e croccante di Pasqua. 

Vicenza. I bigoli, fatti ancora a mano con il torchio in tanti ristoranti della città, sono spesso serviti in bianco e accompagnati con le salse a parte. Tra i condimenti non può mancare il tradizionale sugo di lepre. Un piatto da gustare assolutamente da queste parti è il baccalà alla vicentina accompagnato da una cucchiaiata di polenta bianca, una specialità tipica veneta.

Treviso. È la città del Prosecco e del radicchio rosso, un DOC e un IGP che qui si possono gustare a Km 0. Anticamente il pregiato radicchio trevigiano, come altre cicorie, veniva usato anche per produrre il caffè. Oggi è un delizioso ingrediente di moltissimi piatti, nella variante precoce a foglia larga che si può gustare a partire da ottobre. Il radicchio tardivo, più dolce e croccante, si trova per tutto l’inverno. 

Belluno. Nelle taverne bellunesi viene servito un salame molto speciale, di pasta morbida e speziata come quella della salsiccia: il pastin. Buonissimo da solo o in mezzo al pane. Le dolci Giuseppine, frittelle ripiene di crema si gustano a Carnevale. Salendo verso i monti bellunesi si trovano ottimi formaggi di malga da gustare caldi, come lo Schinz cotto sulla brace per sciogliersi sulla polenta. E i Casunziei, i tortelli di rapa rossa tipici delle dolomiti ampezzane. 

Rovigo. Qui si può gustare la cucina del delta del Po: la minestra di fagioli con il margasso o la folaga, la faraona in “tecia” (pentola), oltre a tantissimi tipi di risotto: è tipico quello con l’anguilla, con le vongole veraci del Polesine, o con il Tastasàl, una gustosa salsiccia fresca e speziata.

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