Negli ultimi anni il burro chiarificato è tornato al centro dell’attenzione, soprattutto tra chi cerca un’alternativa più digeribile ai grassi tradizionali e un ingrediente versatile in cucina. Utilizzato da secoli nella cucina mediorientale, oggi viene riscoperto anche in Occidente per le sue caratteristiche nutrizionali e pratiche. Ma cos’è e perché se ne parla così tanto? Ecco tutto quello che è importante sapere sul burro chiarificato.
- Il burro chiarificato è un grasso ottenuto dal burro tradizionale, privato di acqua, proteine del latte e lattosio attraverso un processo di riscaldamento e filtraggio. Il risultato è una sostanza limpida, dal colore dorato e dal sapore delicato.
- A differenza del burro classico, il burro chiarificato contiene quasi esclusivamente grassi. Questo lo rende più stabile alle alte temperature e più facilmente digeribile per molte persone.
- Contiene lattosio in quantità praticamente nulle. Durante la chiarificazione vengono eliminate le parti solide del latte, rendendolo adatto anche a chi è intollerante al lattosio, salvo casi particolarmente sensibili.
- Burro chiarificato e ghee sono molto simili, ma non identici. Il ghee prevede una cottura leggermente più lunga, che conferisce un aroma più intenso e una nota tostata. Dal punto di vista nutrizionale, però, le differenze sono minime.
- Uno dei principali vantaggi del burro chiarificato è il punto di fumo elevato. Può essere usato per friggere o rosolare senza bruciare facilmente, a differenza del burro tradizionale.
- Il suo sapore è più delicato rispetto al burro classico. Non copre i sapori degli altri ingredienti, ma li accompagna.
- In cucina può sostituire l’olio o il burro in molte preparazioni come cotture in padella, verdure saltate, carne e pesce, ricette della cucina etnica, preparazioni dolci
- È adatto alle diete chetogeniche, perché è composto quasi esclusivamente da grassi e non contiene carboidrati. Per questo viene spesso usato in regimi low carb e cheto.
- È ricco di grassi saturi, ma contiene anche vitamine liposolubili come A, D, E e K. Come tutti i grassi, va comunque consumato con moderazione.
- Molte persone lo trovano più leggero, proprio perché privo di proteine del latte che possono causare fastidi digestivi.
- Si conserva più a lungo rispetto al burro tradizionale. Se tenuto in un contenitore ermetico e al riparo da luce e umidità, può durare diversi mesi anche fuori dal frigorifero.
- Si può fare in casa, sciogliendo lentamente il burro a fuoco basso, eliminare la schiuma superficiale e filtrare la parte liquida separandola dai residui solidi.
- Può essere utilizzato anche nell’alimentazione dei più piccoli, sempre all’interno di una dieta equilibrata e senza eccessi.
- In alcune tradizioni viene impiegato anche per massaggi, cura della pelle secca o come rimedio naturale, soprattutto nella medicina ayurvedica.
- Non è un alimento “miracoloso”, ma un grasso di buona qualità se inserito correttamente nell’alimentazione. Il beneficio dipende sempre dal contesto generale della dieta.