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Ipotiroidismo, sintomi nelle donne da riconoscere

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L'ipotiroidismo è una sindrome che si manifesta in seguito a una mancanza di ormoni tiroidei, perché la tiroide non ne produce una quantità sufficiente a soddisfare le esigenze di tutti i tessuti. Lo squilibrio crea danni in tutto l'organismo. I sintomi dell'ipotiroidismo nelle donne, soggetti maggiormente colpiti, e negli uomini sono differenti. Riconoscerli subito permette di arrivare a una diagnosi precoce e all'adozione di tutti i trattamenti utili per stare meglio.

L'ipotiroidismo nelle sue prime fasi, nella maggior parte dei casi, non si manifesta con sintomi evidenti, che però lo diventano con il progredire della patologia. La sindrome può essere provocata da malattie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto, la rimozione della tiroide chirurgicamente, la terapia con iodio radioattivo, l'uso di alcuni farmaci. Ma l'ipotiroidismo può essere anche una sindrome congenita, presente nell'individuo fin dalla nascita, da problemi alla ghiandola ipofisaria, dalla carenza di iodio o dalla gravidanza.

Sintomi dell'ipotiroidismo da riconoscere subito

Come detto in precedenza, nelle prime fasi i sintomi sono scarsamente evidenti, ma con il progredire della mancanza di ormoni tiroidei si possono notare:

  • Stanchezza
  • Sonnolenza eccessiva
  • Sensibilità al freddo
  • Gonfiore a volto e palpebre
  • Secchezza della pelle e pallore
  • Debolezza
  • Crampi muscolari
  • Voce rauca
  • Colesterolo alto nel sangue
  • Capelli fragili e sottili
  • Frequenza cardiaca rallentata
  • Accumulo di liquidi sottocutaneo
  • Depressione
  • Problemi di memoria

Cosa fare in caso di ipotiroidismo

La sindrome, che si diagnostica con esami del sangue che misurano i livelli di TSH e degli ormoni tiroidei, come l'FT4, e con l'ecografia tiroidea, si può curare semplicemente somministrando per via orale l'ormone tiroideo L-tiroxina, così da compensare lo squilibrio che l'ipotiroidismo crea. Fondamentale trovare, nel corso degli anni, il dosaggio giusto. Bisogna sottoporsi a controlli annuali, perché il dosaggio potrebbe mutare nel corso della vita dei pazienti.

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