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IN FORMA

Dolce dormire

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Il problema dell’insonnia è infatti molto diffuso: un italiano su cinque, infatti, soffre di disturbi del sonno ed il 14% di insonnia cronica. Quali sono le regole d’oro per dormire bene? Le regole cominciano la sera: per un sonno corretto, infatti, bisogna impegnarsi, coccolarsi e creare situazioni rilassanti.

Si è visto, ad esempio, che l’ambiente che ci circonda influisce molto sulla qualità del sonno. Importanti sono quindi i colori dei letti e della stanza in cui si dorme: è preferibile scegliere colori come i blu, i bianchi e gli azzurri che creano, contrariamente ai colori vivaci, delle situazioni armonizzanti e rasserenanti.

Fondamentale è anche essere molto regolari e cercare di andare a letto sempre alla stessa ora. Esistono infatti dei "cancelli del sonno", ovvero dei momenti nei quali si verifica una diminuzione della temperatura corporea ed una modificazione degli equilibri di alcuni ormoni, primo di tutti della melatonina, ormone che contribuisce a regolare i ritmi sonno-veglia. Questi momenti variano nell’arco della giornata e sono compresi tra le 14 e le 15 del pomeriggio e le 22.30 e le 23 la sera.

Altra regola d’oro e quella di cercare di fare sempre delle cose riposanti prima di andare a dormire. Non va sottovalutato nemmeno il condizionamento positivo di certe abitudini come ad esempio prendere una tisana di valeriana, passiflora o camomilla, fare un bagno caldo o dedicarsi a delle letture piacevoli.

Ci sono anche degli sport più indicati per dormire come il nuoto e la ginnastica dolce. Preferisci queste attività sportive se hai difficoltà ad addormentarti la sera. Se invece tendi a russare, o chi ti sta accanto soffre di questo disturbo, scopri i consigli e i rimedi per non russare.

Esistono inoltre delle sostanze che vanno evitate prima di dormire in quanto aumentano i tempi di addormentamento: sono la caffeina, l’aspirina e i cibi piccanti. Mangiare un piatto di pasta la sera può invece aiutare in quanto i carboidrati riducono i tempi di addormentamento.

Per dormire bene sarebbe meglio scegliere un patner sincronizzato sui nostri tempi di sonno. Ma purtroppo questo non è sempre possibile. Ed allora bisogna cercare di autogestire il rilassamento e non preoccuparsi quando di notte si susseguono microrisvegli inconsci. Infatti quando ci si sveglia vuol dire che talamo e corteccia celebrale dialogano, fornendo informazioni al cervello.

Dalle ricerche condotte è emerso che se la fase di sonno REM (quello in cui si sogna) è importante per la memoria, altrettanto fondamentale è la fase non rem in quanto tali momenti sono ugualmente importanti per guadagnare maggiore orientamento, strategie comportamentali e capacità decisionali per il giorno dopo.

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