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BENESSERE

Rimedi per non russare la notte

LEGGI IN 3'

Quella di russare mentre si dorme è un problema che si manifesta nel 45% degli adulti in maniera saltuaria e nel 25% in maniera abituale. Il russare può essere imbarazzante, si pensi per esempio a quando si effettua un lungo viaggio in treno o in aereo, e può risultare veramente fastidioso e causa di battibecchi nella vita di coppia.

Si tratta di un fenomeno che colpisce sia uomini che donne, soprattutto dopo una certa età. È facilmente individuabile in persone obese o sovrappeso e la causa risiede in un anomalo passaggio attraverso il naso e la gola che l’aria compie per raggiungere i polmoni. Questo può dipendere da presenza di polipi, adenoidi, presenza di muco nel naso o anche più semplicemente perché durante il sonno la lingua si unisce al palato molle e all’ugola; in questa situazione l’aria che le attraversa le fa entrare in vibrazione durante la respirazione producendo così quel fastidioso rumore.
Di seguito, alcuni consigli utili sui rimedi per non russare la notte e piccoli trucchi per poter riconoscere e alleviare il disturbo.

Rimedi per non russare la notte: consigli utili e pratici

Per capire esattamente quale sia il problema, è d’obbligo rivolgersi a uno specialista, in questo caso l’otorinolaringoiatra, che potrebbe anche decidere per un piccolo intervento chirurgico risolutivo. 

Se il problema non è troppo accentuato, è possibile tentare di attenuarlo con alcuni vecchi rimedi della nonna per attenuare questo problema.
Il primo rimedio per non russare è rimuovere gli eventuali ostacoli per il passaggio dell’aria e a tal proposito sono in commercio dei cerottini, alcuni anche biodegradabili, che si applicano sul naso. I cerotti hanno il compito di tendere le narici, consentendo così un leggero allargamento delle membrane interne. In questo modo l’aria avrà più spazio per passare e il rumore fastidioso.

Un sistema semplice, che induce un effetto vaso dilatatore, è fare una doccia calda prima di andare a letto. Anche se è presumibile che gli effetti siano molto limitati nel tempo, in certi casi, anche l’effetto di mezz’ora può essere risolutivo; nel caso di una coppia, infatti, certe volte basta dare il tempo all’altro di prendere sonno e il gioco è fatto.

Una buona soluzione, ma anche questa dall’effimera efficacia nel tempo, è quella di indurre la persona che russa a cambiare posizione durante il sonno; spesso, infatti, per avere un po’ di tregua è sufficiente che si giri sul fianco invece di dormire supino. In questo modo, viene esercitata una pressione inferiore sul petto e la respirazione ne trae benefici.

Tra i rimedi per non russare troviamo anche gli oli essenziali. Per agevolare la respirazione e quindi ridurre il rumore può tornare utile respirare essenze balsamiche come l’eucalipto, il pino, la menta. Basterà versarne qualche goccia su di un fazzoletto e porlo vicino al naso, oppure versarne qualche goccia direttamente sulla federa del cuscino.

Infine, come regola generale, è opportuno cercare di respirare sempre aria pulita e priva di allergeni, come gli acari, aerare bene sempre il locale dove si dorme e mantenerlo privo di polvere, effettuare periodicamente una pulizia profonda del materasso con un’aspirapolvere e cambiare spesso le lenzuola.

Chi russa generalmente non riposa adeguatamente e il risultato è quello di essere affaticato tutto il giorno. Il ritmo fisiologico del sonno viene disturbato e non si riposa mai sufficientemente. Le persone affette da questo disturbo possono anche incorrere nelle apnee notturne, ovvero sospensioni della respirazione che possono durare anche 10 secondi; in questa situazione diminuisce l’ossigeno nel sangue e il cuore deve lavorare più intensamente.

Per appurare se la persona che russa incorre anche in questo fenomeno è possibile effettuare un esame apposito chiamato polisonnografia. Si esegue presso centri specializzati e consiste nel dormire con una piccola apparecchiatura applicata al torace che registra molteplici parametri fisiologici durante la notte: dal battito cardiaco alla saturazione di ossigeno nel sangue. Con l’esito di questo esame lo specialista potrà effettuare una diagnosi più precisa e prescrivere così la terapia o l’intervento più appropriata.

 

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