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L'azzurro che ti fa bene

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La fama del pesce azzurro ha origine antiche: infatti già gli antichi romani lo utilizzavano per una salsa prelibata (il garum) a base di sgombri, acciughe e sardine.

Oggi questa qualità di pesce, considerata "poco nobile", è stata molto spesso accantonata in favore dei più raffinati branzini od orate che permettono di cucinare e preparare piatti meno laboriosi.

Ma quando i pesci sono azzurri e quali sono le proprietà di questo tipo di pesci?

La denominazione in realtà non corrisponde ad un gruppo preciso: con tale termine ci si riferisce a pesci di piccole dimensioni che presentano un colore blu sul dorso ed argenteo nel ventre.

Quali i più pescati? Le acciughe o alici, le sardine, gli sgombri, ma ricordiamo la aguglia, il suro, il pesce sciabola sono pesci azzurri. Attenzione perché possono essere considerati azzurri per la loro colorazione anche pesci che, per la loro dimensioni e forma, non hanno nulla in comune con quelli più conosciuti come il tonno e il pesce spada.

Ma perché preferirli? Innanzitutto perché questi pesci vengono pescati in tutti i mari italiani e quindi, oltre a garantire freschezza, sono anche molto economici. Ma non solo.

Infatti medici e nutrizionisti raccomandano il consumo di questo tipo di pesce perché ricchissimo di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 che hanno un benefico effetto sul cuore ed arterie grazie alla capacità di abbassare il contenuto di colesterolo e di grasso nel sangue. Basti pensare che consumare pesce azzurro 2-3 volte alla settimana contribuisce alla prevenzione delle malattie coronariche.

Inoltre i grassi presenti nel pesce azzurro fanno bene alla pelle e la mantengono giovane e senza rughe, come hanno dimostrato diversi studi scientifici : infatti sali minerali quali selenio, fosforo, calcio ferro e iodio, vitamine A,B,e D sono un vero toccasana per la nostra salute.

Ed a proposito di grassi, se è vero che il pesce bianco è meno calorico, l’apporto di 100 grammi di pesce azzurro al netto dello scarto non è così elevato perché si va dalle 96 Kcalorie dell’acciuga alle 168 Kcalorie dello sgombro, il più grasso.

Attenzione però alla cottura: poiché i grassi polinsaturi si deteriorano facilmente alle alte temperature, è preferibile cuocere il pesce azzurro al cartoccio, al forno, marinato al limone. Avremo così la certezza di magiare qualcosa che ci fa sicuramente bene!

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