DIVENTARE MAMMA

Rientrare al lavoro

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Il 72,5 per cento delle donne italiane mantiene il lavoro che aveva prima della maternità. Lo rivela l'ultima indagine Istat: Essere madri in Italia. Le mamme che tornano al proprio posto di lavoro si trovano in un ambiente dove gli equilibri fra colleghi sono cambiati. A volte si respira un clima estraneo, con la sensazione di . Ed è facile lasciarsi prendere dallo sconforto: da un lato, con un bambino a casa, il tempo non basta più. Dall'altro, il carico di impegni sembra aumentato. È un momento delicato, che va affrontato con la strategie giuste, come suggerisce Fabio Biancalani, psicologo del lavoro e delle organizzazioni, fondatore del sito www.psyjob.it , dedicato ai temi della psicologia aziendale.



Le cose da fare

Anticipare le proprie esigenze al direttore del personale su una maggiore flessibilità di orari e sui permessi per malattia del bimbo, che sono garantiti sia dalla legge sia dal contratto aziendale.

  • Raccogliere informazioni su ciò che è successo nei mesi di assenza e sui progetti in corso.
  • Rispondere alle piccole curiosità delle colleghe sulla gravidanza e sulla crescita del bambino serve a riallacciare i rapporti d'amicizia. Ma è sempre meglio aspettare che siano loro a chiedere come va.
  • Sbrigare prima le pratiche che sembrano più gravose o insormontabili. Il motto dev'essere: "Scala la montagna dalla cima!". Aumenterà la fiducia in se stesse.
  • Se ci sono state difficoltà in ufficio nelle settimane precedenti al rientro, è bene discuterne con il superiore e mostrarsi disponibili ad affrontarle insieme gradualmente.
  • Al rientro è naturale stare in ansia e avere spesso sensi di colpa nei confronti del bambino. Per questo è utile prendersi alcune pause, telefonare a casa e assicurarsi che il proprio figlio stia bene.


Quelle da non fare

Non limitarsi a dire: "Mi occorre più tempo per mio figlio". Perché così si lascia carta bianca all'azienda di decidere che tipo di orario flessibile assegnare alla dipendente, senza consultarla.

  • Mai considerare una minaccia la propria sostituta. Anzi farà lei da guida per far fronte alle scadenze.
  • Pannolini e biberon per una neomamma sono una novità ed è normale, quindi, parlarne con entusiasmo. Eccedere, però, alla lunga annoia e e rischia di allontanare i collaboratori.
  • Rimandare il lavoro faticoso e occuparsi all'inizio soltanto di piccole incombenze è un errore perché impedisce alla mente e al corpo di riabituarsi ai ritmi normali.
  • Non conviene chiedere subito al capo: "Ci sarà tanto lavoro da fare?". Potrebbe interpretare questa domanda come un tentativo di scansare le responsabilità.
  • Nell'eventualità che arrivi la proposta di passare a un altro ufficio, non bisogna temere il nuovo incarico, ma sfruttare questa opportunità per fare esperienza e crescere professionalmente.

(Fonte: http://www.donnamoderna.com)

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