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ORTO E GIARDINO

Come coltivare l'alchechengi: 7 consigli utili

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Coltivare l’alchechengi è facile e non c’è bisogno di particolari condizioni, anche se devi fare attenzione in quanto le bacche mature sono commestibili, ma non quelle di tutte le specie, quindi puoi chiedere dove le prendi, inoltre tutte le altre parti di questa pianta perenne sono tossiche.

Essa fa parte della famiglia delle Solanacee, alla quale appartengono anche la patata, il pomodoro, la melanzana, il peperone e anche altre piante tossiche come il solanum pseudocapsicum.

L’alkekengi viene chiamata anche pianta delle lanterne cinesi per il caratteristico calice che circonda le bacche e che poi si riduce ad uno scheletro.

Puoi coltivarla sia in piena terra sia in vaso, consumarne le bacche o usare gli steli secchi per decorare gli interni e il giardino.

Come coltivare l’alchechengi: 7 consigli utili
1) Per la coltivazione dell’alkekengi, in genere va bene qualsiasi tipo di terreno, anche se è preferibile che sia sabbioso e faccia defluire l’acqua, dunque sia drenante;

2) Arricchiscilo con del concime organico;

3) Per cominciare a coltivare l’alchechengi, puoi seminarlo verso la fine dell’inverno e trapiantare le piantine dopo le gelate, oppure prendere direttamente le piantine;

4) Colloca la pianta in posizione semi-soleggiata o al limite soleggiata;

5) Quando pianti l’akekengi, lascia mezzo metro-1 metro circa tra un esemplare e l’altro;

6) Annaffia l’alchechengi con regolarità;

7) In genere le bacche si raccolgono verso settembre-ottobre ovvero in autunno, quando le “lanterne” seccano.

Alchechengi: come si mangia
Si mangiano le bacche, ricche di vitamina C, ma senza esagerare con la quantità. I frutti si possono ricoprire con il cioccolato oppure si usano per fare la confettura.

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