Il detox digitale ci consente di fare una pausa dai dispositivi digitali e dall’iperconnessione, quindi rappresenta un momento e una pratica per riscoprire il tuo tempo e dedicarlo a te, agli altri, a quanto ti appassiona. Noi abbiamo provato a stare una sera senza smartphone e vi raccontiamo l'effetto che ci ha fatto.
Cos'è il detox digitale?
Come suggerisce il nome, il digital detox è una disintossicazione dalla tecnologia, un vero e proprio distacco più o meno lung dai dispositivi che ci consentono di connetterci, come smartphone e social.
Al pari delle diete detox, si tratta di eliminare o almeno ridurre l’uso dei dispositivi digitali.
Come si fa il detox digitale?
Periodicamente si può fare una disintossicazione drastica, magari in corrispondenza delle vacanze o delle ricorrenze speciali. Si pratica semplicemente lasciando da parte i social, le mail e il digitale per un giorno intero o per più giorni.
La domanda sorge spontanea: come si fa nella pratica? Basta disconnettersi, mettendo in un cassetto o in una scatola tutti i dispositivi che ci permettono di essere sempre connessi.
Dopo averli abbondonati, bisogna iniziare a guardarsi intorno e dentro di sé, per iniziare a dedicare tempo alle attività che piacciono di più oppure oziare in modo creativo, chiacchierare con gli altri, scoprire quello che c'è intorno, ritornare alla natura, ad esempio trovando il proprio sit spot.
Insomma, si tratta di gestire la grande quantità di tempo che ci ritroviamo ad avere dopo essere entrati in modalità offline, in solitudine o con gli altri in base a come ci sentiamo.
Se questo distacco integrale non è possibile, per motivi fondati, possiamo organizzarci in modo da dedicare un tempo minimo, ovvero quel tanto che è necessario per mantenere i tuoi impegni. Ma comunque è importante cercare di creare le condizioni per staccare davvero!
Noi abbiamo provato una sera senza smartphone
L'idea sembrava semplice: per una sera, niente smartphone. Abbiamo messo il telefono in un'altra stanza, per evitare ogni tentazione e all'inizio ci siamo accorti di una cosa curiosa: il tempo sembrava scorrere più lentamente, perché, senza la possibilità di riempire ogni momento vuoto con uno scroll, quei piccoli tempi morti sono tornati a essere davvero vuoti.
Abbiamo preparato la cena senza interromperci per controllare lo schermo, poi ci siamo messi a tavola e abbiamo parlato più a lungo del solito. Dopo cena è arrivato il momento più strano: quello in cui, quasi per riflesso, viene voglia di prendere il telefono. È proprio lì che ci siamo resi conto di quanto sia automatica questa abitudine.
Al posto dello smartphone abbiamo scelto un libro e un po' di musica. La sensazione finale non è stata quella di aver fatto qualcosa di straordinario, ma di aver recuperato una piccola parte della serata.