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PSICOLOGIA

Un figlio a tutti i costi

Il problema di crescere un figlio da sole non è dovuto tanto dall'assenza della figura maschile quanto dalla capacità di vivere questa relazione in modo sano e regolare Le donne cercano un uomo che sia all'altezza del suo compito ma non si disperano se non lo trovano perchè non dipendono da lui né economicamente né sentimentalmente, hanno perà bisogno di donare amore.
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Dopo i trent'anni il desiderio di maternità nella donna si fa sentire in modo forte, più forte del sentimento d'amore verso il partner, più forte dell'esigenza di stabilità, più forte del matrimonio, diventa all'improvviso una priorità, un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Al contrario dell'uomo la donna deve combattere con l'orologio biologico, una condizione che non lascia scampo.

Le donne che sognano di provare l'esperienza più coinvolgente della vita spesso si trovano spiazzate se questo desiderio non è corrisposto dal compagno oppure se le loro avventure sentimentali non sembrano avere futuro, nasce allora l'idea di poter avere un figlio senza coinvolgere necessariamente il partner.

Questo pensiero cresce nella mente della donna non senza paure: quella di essere giudicata egoista, quella di essere considerata irresponsabile e di essere vista negativamente dalla società.

Gli uomini oggi appaiono spesso inaffidabili e poco propensi ad accompagnare la donna per tutta la vita e costruire con lei un progetto importante come la nascita di un figlio. Coloro che arrivano a pensare di poter crescere un figlio da sole sono donne che hanno compiuto un percorso di vita che le ha portate a credere che la parte maschile della coppia non sia così indispensabile, sono single che non vivono la loro condizione sentendo la solitudine bensì come senso di libertà.

Queste donne cercano un uomo che sia all'altezza del suo compito ma non si disperano se non lo trovano perché non dipendono da lui né economicamente né sentimentalmente, hanno però bisogno di donare amore, un amore che un compagno può nel tempo non ricambiare più ma che un figlio avrà sempre nei confronti della madre. L'immagine della famiglia tradizionale e quindi anche della figura della moglie, si sta sempre più indebolendo ed è quindi facile che la donna si senta più realizzata nella maternità che nella vita coniugale.

A questo punto è importante riflettere sul perché c'è questa paura di fidarsi dell'altro, di dipendere da un uomo e se questo è il motivo della nostra solitudine. Il problema di crescere un figlio da sole non è dovuto tanto dall'assenza della figura maschile quanto dalla capacità di vivere questa relazione in modo sano e regolare e di farlo crescere in modo equilibrato.

Prima d'intraprendere una strada così impervia è bene che la donna si faccia un esame di coscienza e si chieda se tale necessità sia più un 'desiderio' o una 'voglia': il primo nasce infatti da una dimensione inconscia quindi profonda mentre il secondo da un'esigenza più superficiale, una sorta d'imitazione sociale. Se il desiderio di maternità prevale sul progetto di coppia è bene riflettere e valutare se la voglia di un figlio non nasca non solo dalla minaccia della fertilità ma anche dall'immagine di femminilità che va via-via sgretolandosi.

Quando la donna non si ritrova più nei canoni di bellezza, per motivi di età, cerca un'altra strada per farsi accettare dalla società, in questo modo la maternità diventa il mezzo per integrarsi, per sentirsi accettare ed inserite in un circuito collettivo.

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