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PSICOLOGIA

Ordinata o disordinata?

LEGGI IN 3'

Anche le più ordinate capitolano davanti alla borsa, un accessorio che raccoglie in poco spazio il mondo della donna e la racconta in modo inequivocabile.

Nelle borsette o nelle maxi-borse vengono stipati oggetti importanti e necessari come il portafogli, le chiavi e il cellulare insieme ad una miriade di altri articoli che a volte rendono quasi impossibile l'accesso e il ritrovamento di ciò che serve.

Ma cosa nasconde il nostro bisogno di ordine o di disordine? 

Persone molto ordinate in ufficio possono essere molto disordinate a casa perché il disordine corre su due binari paralleli, quello dei contenitori e quello degli spazi aperti e comuni. I cassetti, le scatole, gli armadi equivalgono al nostro essere interiore quindi gli oggetti vengono  mostrati e riposti secondo l'umore o la necessità ma sempre in modo libero, senza particolari vincoli. Negli spazi comuni invece ci si sente obbligati ad esibire un'immagine legata soprattutto ai dettami sociali, ecco perché se viene a trovarci qualcuno a casa difficilmente mostriamo il caos nel quale viviamo e ci affrettiamo a far sparire gli oggetti in circolazione; un osservatore esterno non avrà quindi modo di vedere il nostro mondo interno.

Ci sono anche persone che mostrano un disordine cronico in tutti gli ambienti nei quali vivono, a casa, sul lavoro, sulla scrivania, in cantina senza vergognarsene e senza sentire il bisogno di modificare questa necessità, ma esistono anche persone che sono ordinate fino a diventare quasi maniacali.

In questi due casi la necessità di avere tutto sotto controllo si materializza in modo diverso: il disordinato sente l'esigenza di vedere subito ciò che gli serve mentre l'ordinato preferisce archiviare le cose e sapere esattamente dove sono state riposte. Entrambi i comportamenti, che non sono preoccupanti fino a quando non diventano ossessivi, sono legati a meccanismi della mente che in questo modo si rassicura.

Capita a volte di aver voglia di rimanere a casa per 'fare ordine', questa necessità non è dettata da un fatto puramente estetico bensì da un bisogno di fare un punto della situazione, di fare ordine nella propria vita. Solo eliminando gli oggetti del passato si possono archiviare le storie sentimentali finite, gettando ciò che è diventato realmente superfluo possiamo evidenziare ciò che ci sta veramente a cuore, accantonando o eliminando tutto ciò che non serve più si può creare un nuovo punto di partenza.

Questo tipo di operazione è molto intima e nasce da una necessità di rinnovamento e di selezione ed è un lavoro che richiede molto tempo al nostro inconscio. In nessun caso bisogna obbligare la mente a mutare radicalmente questa consuetudine nel caso, per esempio, che il disordine sia dovuto alla difficoltà di liberarsi del passato o dalla necessità di creare un ambiente creativo se al contrario è cresciuto per la mancanza di tempo si può cercare di arginarlo sforzandosi di trovare dei momenti liberi per riordinare gli oggetti e la mente.

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