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Tristezza da rientro

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Sono questi alcuni chiari sintomi di quella che gli americani chiamano holiday blues, la breve depressione da vacanza e post-vacanza che dura da pochi giorni a una settimana al massimo. Anche se i primi studi su questo fenomeno hanno riguardato le vacanze di Natale è certo che l’afa insopportabile di questa torrida estate e il conseguente stress da affaticamento hanno certamente finito per favorire la diffusione di questo fenomeno che non conosce né confini né limiti d’età. A quanto pare, infatti, a soffrirne sono proprio tutti, uomini, donne, giovani e meno giovani.

I più esposti risulterebbero i cosiddetti delusi dalla villeggiatura. Sempre di più si tende a caricare di troppe aspettative il periodo delle vacanze e a considerarlo la panacea per tutti i problemi che abbiamo accumulato durante l’anno. Atteggiamento sbagliato questo – a detta degli esperti- e anche pericoloso perché capita spesso che la vacanza sia in realtà ben diversa da quella che ci eravamo immaginati prima di partire. E così al ritorno si finisce per provare un senso di insoddisfazione e di inappagamento o, ancora peggio, ci si sente addirittura in colpa per non essere stati capaci di sfruttare e vivere al meglio il periodo di riposo così tanto sospirato. Un consiglio: se l’ultima vacanza è stata un vero disastro, prendetene atto ma consideratela un capitolo chiuso. Non è il caso di rimuginare ancora e di consolarsi con gli alcolici. Molto meglio reagire pianificando un weekend o semplicemente una gita in giornata per godervi un bel panorama che vi piace e per rilassarvi un po’.

Molto deluso e perciò estremamente a rischio è anche chi non ha potuto trascorrere le vacanze con la persona amata o comunque con i suoi affetti più cari. In questo caso vecchi dissapori e conflitti che durante l’anno erano nascosti dalla routine quotidiana potrebbero riemergere e provocare danni, a volte irreparabili (basti pensare alle tante coppie “scoppiate”). Ma i soggetti più a rischio di crisi sono sempre loro, gli anziani. E’ soprattutto nel periodo estivo che soffrono di solitudine condannati a vivere in isolamento e talora a fingere che va tutto bene pur di non rovinare le vacanze ai figli. Spesso poi si sentono in colpa per non essere più capaci di provare gioia come un tempo e ciò non li aiuta ad uscire dalla depressione.

Anche i ragazzi non sono del tutto immuni. Se li vedete un po’ giù di corda, abbacchiati potrebbero soffrire di holiday blues. Se alla ripresa delle normali attività scolastiche la situazione non dovesse gradualmente migliorare potrebbe trattarsi di qualcosa di più serio (si pensi che in America si contano tre milioni e mezzo di teen-agers depressi ma pochi genitori se ne sono accorti). Se presenta apatia e sbalzi umorali frequenti, soffre di insonnia, ha un brutto rapporto col cibo e passa sempre meno tempo con gli amici meglio intervenire consultando uno specialista.

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