Prendersi cura di sé è fondamentale: prendersi dei momenti per sé e adottare piccoli gesti che migliorano la qualità della vita possono aiutarci a stare meglio. Accanto a questo approccio positivo, si è diffuso anche un fenomeno meno immediato da riconoscere: il Self-Care Paradox, cioè il paradosso del prendersi cura di sé. Una situazione in cui le pratiche di benessere, invece di alleggerire la mente, diventano fonte di stress, pressione e senso di inadeguatezza.
Che cos’è il Self-Care Paradox
Il Self-Care Paradox indica il momento in cui le pratiche di cura personale diventano un obbligo anziché un piacere. Succede quando iniziamo a percepire il self-care come una prestazione da raggiungere, una checklist da completare, quasi un dovere sociale: se non meditiamo abbastanza, se non dormiamo perfettamente, se non manteniamo una skincare impeccabile, ci sentiamo come se stessimo “fallendo” nella cura di noi stessi.
Le cause
Sono diversi i fattori che contribuiscono alla diffusione del Self-Care Paradox:
- Viviamo in un contesto in cui ogni aspetto della vita sembra dover essere ottimizzato. Anche il relax rischia di diventare una competizione.
- Feed pieni di morning routine perfette, colazioni equilibrate e pelle radiosa creano aspettative difficili da sostenere.
- Il messaggio “prenditi cura di te” è positivo, ma può diventare travolgente se interpretato come un obbligo quotidiano.
I segnali da non sottovalutare
- È utile riconoscere quando il self-care comincia a pesare. Ecco cosa potremmo sperimentare:
- sentirsi in colpa se non si segue la routine alla lettera
- percepire i momenti di cura come impegni che tolgono tempo ad altro
- pensare che il proprio benessere dipenda da rituali perfetti
- sentirsi “indietro” rispetto a ciò che fanno gli altri
- trasformare attività rilassanti in obiettivi da raggiungere
Come "guarire"
La soluzione sta nel capire che la cura di sé non deve seguire modelli esterni: possiamo adattarla al nostro ritmo, al nostro umore e alle nostre giornate senza forzarci. A volte è meglio dedicarsi a una sola attività che rilassa davvero, piuttosto che cinque che generano stress.
Ascoltare i bisogni reali è fondamentale: alcuni giorni abbiamo bisogno di meditare, altri di dormire due ore in più, altri ancora di non fare nulla. Non esiste un “livello corretto” di self-care.
Dobbiamo ricordare che la ricerca del benessere non è un compito da svolgere, ma un piacere da sperimentare giorno dopo giorno.