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La terapia dei colori

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L'antica medicina cinese si è servita proprio di questi colori per formulare diagnosi, basandosi sull'osservazione dei segnali ostentati dal corpo umano. I medici cinesi notarono che l'eccessiva presenza di un colore sul corpo di un malato corrispondeva ad un organo sofferente o ad una funzione alterata. In tal modo un arrossamento anomalo veniva messo in relazione con disturbi cardiocircolatori, un pallore tendente al bianco era sintomo di un problema polmonare, un colorito verdastro era associato a deficienze epatiche. Si noterà come tali osservazioni siano in generale valide tuttora. Dall'iniziale fase diagnostica, la medicina cinese estese l'uso dei colori anche alla fase terapeutica, nella convinzione che attraverso di essi fosse possibile riequilibrare uno stato di disarmonia presente nell'organismo. La considerazione si basava sulla reale capacità dei colori di influire sugli stati d'animo, e di stimolare la produzione di energia interna al fine di contrastare gli effetti negativi della malattia. La luce infatti è energia, e poiché la luce è colore, anche il colore è energia.

Oggi, naturalmente, non si ritiene sufficiente l'azione svolta dai colori nella cura degli stati patologici, tuttavia le si riconosce un'importante funzione complementare, capace di amplificare, rendere più efficaci e rapidi i principi terapeutici contenuti nei farmaci della medicina tradizionale. Nel caso di malattie trattate in combinazione con la cromoterapia, si otterrebbe dunque una maggiore rapidità di guarigione, oltre che un recupero più veloce e un'attenuazione dello stato di sofferenza. Negli ultimi anni si è fatta crescente l'attenzione della gente verso i colori e i significati che sono loro sottesi, favorita, in questo, dall'intuitività e dalla facilità con cui si possono riconoscere, almeno superficialmente, le caratteristiche di alcuni di essi. Il blu, per dirne uno, è universalmente visto in connessione con la calma e la tranquillità, ma pochi sanno che, oltre a combattere ansia e stress, gode anche di proprietà antisettiche, astringenti e anestetizzanti. Ma in che modo andrà applicata la terapia, quando ne sia richiesto l'intervento? I metodi possono variare: alcuni terapeuti applicano pezzuole colorate sulle zone corporee colpite dai disturbi, altri sottopongono i pazienti a bagni di luce colorata. In alcuni casi la cromoterapia va a coinvolgere anche il settore alimentare, per cui viene privilegiata l'assunzione di alimenti di un determinato colore: se viene prescritto il blu, spazio a prugne, mirtilli, more; se invece tocca al giallo sarà il trionfo di limoni, zucche, mele, zafferano e tuorlo d'uovo. Infine anche le pareti di casa possono assumere una funzione cromoterapeutica o semplicemente conciliare le attività che vi si svolgono all'interno. Secondo la teoria si dovrà dipingere la camera da letto di un azzurro tenue e la cucina di giallo o arancione. Chi avrebbe fatto l'inverso?

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