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La dieta del DNA

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Secondo il ramo medico-scientifico della nutrigenomica c’è un legame stretto tra geni e cibo, questo spiega perché una dieta funziona diversamente tra una persona e l’altra. Non è sufficiente mangiare di meno per dimagrire ma è necessario scegliere gli alimenti in base al proprio Dna.

Il primo test genetico si chiama ‘Pannello SNP Genalta Premium’. Con un campione di saliva si individua la costituzione genica della persona tarando al massimo il fabbisogno nutrizionale individuando le sue zone di rischio. Purtroppo il costo attuale del test non è alla portata di tutti.

In alternativa è possibile seguire gli impulsi lanciati dall’organismo sapendo che ogni alimento interagisce con i geni ed invia messaggi che favoriscono lo stato di salute o al contrario la malattia, la perdita di peso oppure il suo accumulo. Una voglia irrefrenabile di pasta e dolci può indicare una carenza di serotonina, l’ormone che regola l’umore e il senso di sazietà, mentre l’essere demotivati ci spinge a mangiare cibi grassi e proteici a causa del calo di dopamina, l’ormone che ci porta ad agire.

Chiedendo aiuto al proprio medico di fiducia oppure ad uno specialista in alimentazione, si può individuare la propria area critica. Riprogrammando il metabolismo si riuscirà a vivere meglio e,  qualora fosse necessario, potrà essere eliminato il peso superfluo.

VIVERE SOTTO STRESS – uno stress prolungato inibisce gli ormoni della sazietà e scatena una fame senza controllo alterando a volte i ritmi sonno/veglia. A tavola prediligi: cereali integrali e ortaggi a foglia verde che aiutano le ghiandole surrenali; preferisci frutta come fragole e kiwi, ricchi di acido folico e vitamina B, che riducono l’adrenalina. Evita: zuccheri e carboidrati raffinati poiché stimolano la ghiandole surrenali a produrre gli ormoni dello stress.

IMPEDIRE GLI ATTACCHI DI FAME – tutto dipende dalla disarmonia che si è creata tra cervello, sistema nervoso, ormoni metabolici e cellule adipose. A tavola prediligi: i carboidrati integrali che tolgono il desiderio di zuccheri in quanto abbassano l’indice glicemico; integra l’alimentazione con olio di pesce che può essere utile per stimolare il metabolismo dei grassi. Elimina: i cibi contenenti zucchero o dolcificanti in quanto aumentano il desiderio di questi alimenti.

INFIAMMAZIONI – è sufficiente una colite o una altra infiammazione blanda per mandare in tilt il sistema immunitario, rallentando il metabolismo e l’utilizzo dei grassi a scopo energetico. A tavola prediligi: mandorle, carboidrati integrali, olio extravergine di oliva e cioccolato fondente con il 70% di cacao, tutti potenti antinfiammatori. Evita: le uova, i latticini, le arachidi, il grasso animale, la soia, il frumento e i conservanti, tutte possibili fonti d’intolleranza alimentare.

ALLONTANARE LO STRESS OSSIDATIVO – la trasformazione di calorie in energia produce radicali liberi, un loro sovrannumero favorisce l’aumento di peso. A tavola prediligi: il tè, il vino rosso e il cacao ricchi di flavonoidi e polifenoli che sono ottimi antiossidanti ma anche zenzero, rosmarino, verdure verdi, rosse e gialle. Evita: cibi grigliati, precotti, carboidrati raffinati, superalcolici e zuccheri poiché aumentano la produzione di radicali liberi.

FEGATO AFFATICATO – tossine, pesticidi, stress e smog devono tutti essere eliminati dal fegato poiché ostacolano la funzione della tiroide. A tavola prediligi: tutti gli alimenti biologici che sono liberi da piombo e da altri pesticidi; consuma tè verde, crescione e carciofi altamente depurativi e disintossicanti. Evita: fritti, alcolici e i pesci predatori come il pesce spada, il tonno e il branzino perché contengono metalli pesanti.

AIUTARE LA TIROIDE – anche se non si hanno problemi di salute legati alla tiroide il mix di stress, tossine e alimentazione scorretta potrebbe farla lavorare meno e quindi rallentare il metabolismo. A tavola prediligi: alghe, salmone e sardine ricche di omega 3 e vitamina D, utili anche la senape e gli ortaggi a foglia verde ricchi di betacarotene e vitamina A. Evita: il glutine e le proteine della soia che potrebbero inibire le funzioni della tiroide.

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