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Alla scoperta dei 'cinque tibetani'

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Questi riti sono rimasti per moltissimi anni una preziosa esclusiva dei monasteri himalayani, un tesoro che i monaci tibetani hanno condiviso solo recentemente, circa 70 anni fa, con l'Occidente tramite il colonnello Bradford, un inglese che si era recato in Tibet proprio per cercare di scoprire il segreto di questo elisir di lunga vita. Una volta tornato in Inghilterra, evidentemente ringiovanito e rinforzato, fu proprio il colonnello a mettere a conoscenza lo scrittore Peter Kelder dei principi e della gestualità legata ai 'cinque tibetani'.

Il libro fu subito un successo e moltissime persone da allora seguono questa pratica che si è dimostrata utilissima per la salute ed il benessere dell'uomo. I 'cinque tibetani' rafforzano e riequilibrano i sette chakra, ovvero i punti energetici del corpo umano, che corrispondono al sistema endocrino dell'uomo. Il buon funzionamento di queste ghiandole garantisce un invecchiamento rallentato dell'organismo ed una salute più forte.

Gli esercizi vanno eseguiti ogni giorno, meglio se al mattino o alla sera, ogni singolo movimento va ripetuto tre volte.

Ogni settimana si possono compiere due ripetizioni del medesimo esercizio fino ad un massimo di 21 ripetizioni, se non sei in forma fisicamente puoi eseguire anche una sola ripetizione di tre esercizi anche per molto tempo: la parola d'ordine è non forzare. Se per un periodo limitato di tempo si è impossibilitati ad eseguire gli esercizi è bene diminuire di poco le ripetizioni mentre se la pausa è molto lunga, per esempio un mese, è bene ricominciare dalla ripetizione base (tre volte per movimento).

Con i cinque tibetani è importante la regolarità più che la quantità.

Non è necessario che il fisico sia allenato per compiere questi esercizi ma è importante eseguirli rispettando i tempi di respirazione e la ritmicità corretta che viene fatta tra una ripetizione e l'altra dei movimenti: quando si inspira si prende l'energia e il benessere mentre quando si espira si elimina quello che non serve, le tensioni e i malumori.

Al contrario dei comuni esercizi atletici si inspira durante la contrazione e si espira con la distensione. Gli esercizi di respirazione servono ad educare la mente, a calmarla e farle comprendere la saggezza racchiusa in questi movimenti.

Ed ora vediamo insieme quali sono i cinque esercizi. Per seguire le illustrazioni e conoscere meglio gli insegnamenti legati a questa antica pratica acquista il libro di Kedler che si intitola 'I cinque Tibetani - l'antico segreto della fonte della giovinezza'  oppure visita uno dei tanti siti che propongono una simulazione.

PRIMO ESERCIZIO - in posizione eretta con le gambe parallele leggermente divaricate, ginocchia piegate e i palmi delle mani rivolti verso il basso concentra l'attenzione sulla zona energetica che si trova a circa quattro dita sotto l'ombelico. Ruota il corpo in senso orario come per trapanare il terreno, dopo la sequenza fermati con le mani unite all'altezza del petto e fissa un punto di fronte a te, ritrova l'equilibrio concentrando l'attenzione sulla respirazione e sul punto della zona energetica.

SECONDO ESERCIZIO - distenditi a terra supina con le braccia lungo i fianchi e i palmi delle mani sul pavimento con le dita unite. Solleva insieme la testa fino al mento e le gambe che devono essere in posizione verticale, come quando si fa la 'candela', con i piedi a martello. Rimangono a terra le spalle, la schiena ed il bacino. Inspira durante la flessione ed espira nella distensione.

TERZO ESERCIZIO - mettiti in ginocchio con il corpo eretto e le mani aperte appoggiate alle cosce sotto i glutei. Accosta il mento al petto senza incurvare la schiena. Porta la testa all'indietro inarcando la spina dorsale, poi ritorna alla posizione iniziale e ripeti l'esercizio: inspira quando inarchi la schiena ed espira quando torni in posizione eretta. Concludi l'esercizio mettendoti lentamente in posizione fetale.

QUARTO ESERCIZIO -  da seduta con le gambe distese e leggermente aperte, il busto eretto e i palmi delle mani appoggiati a terra mentre il mento è piegato verso il petto. Lascia cadere indietro la testa e subito dopo solleva il bacino in modo da piegare le ginocchia lasciando le braccia tese con il viso che guarda il soffitto. Torna alla posizione di partenza per ripartire con l'esercizio. Alla fine della ripetizione lascia cadere il corpo in avanti sulle gambe allineate.

QUINTO ESERCIZIO - con il corpo prono mettiti a contatto della terra solamente con il palmo delle mani inarcando leggermente all'indietro il busto ma con le braccia tese, le gambe sfiorano il suolo mentre le punte dei piedi tengono il corpo parallelo a terra. Solleva leggermente la parte superiore del corpo con le braccia tese ed inarca leggermente la schiena. Dopo aver respirato e senza spostare le braccia e le gambe, solleva il fondoschiena verso l'alto (come una V alla rovescia). Ritorna lentamente alla posizione iniziale prima di ripetere.  

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