Per molto tempo non abbiamo dato un nome a quella sensazione. Faceva semplicemente parte della quotidianità. La lista della spesa da aggiornare, la visita medica da prenotare, la festa di compleanno da organizzare, il modulo scolastico da firmare, il regalo per un parente, le ferie da pianificare, il frigorifero da riempire. Con il tempo abbiamo scoperto che si trattava di un concetto molto diffuso: il mental load, che spesso nella coppia non è in equilibrio.
Il carico mentale, il mental load, è un fenomeno che non riguarda soltanto le faccende domestiche, ma tutto quel lavoro invisibile che permette alla vita quotidiana famigliare di funzionare senza intoppi.
Quando abbiamo iniziato a notare il lavoro invisibile
La consapevolezza non è arrivata all'improvviso. È emersa poco alla volta, durante conversazioni apparentemente banali. "Ti ricordi che domani c'è il colloquio a scuola?". "Hai prenotato il dentista?". "Bisogna comprare il regalo per il compleanno". "Non dimenticare che venerdì c'è la riunione".
A un certo punto ci siamo fermati a riflettere. Perché c'era sempre qualcuno che si ricordava di queste cose? E soprattutto, perché quella persona sembrava non riuscire mai a spegnere completamente il cervello? di Solito è sempre uno dei due partner a programmare tutti questi aspetti, con un carico sulle sue spalle che è notevole.
La scoperta più sorprendente è stata che non sempre chi porta il peso del mental load svolge più faccende domestiche degli altri, come si è soliti credere. In molte famiglie i compiti vengono condivisi abbastanza equamente. Il problema è che qualcuno continua a essere il responsabile dell'organizzazione generale.
È la persona che sa quando finiscono i detersivi, controlla il calendario scolastico, tiene a mente le scadenze, organizza visite e appuntamenti, pensa in anticipo a quello che servirà la settimana successiva, si preoccupa di ciò che potrebbe andare storto. È un lavoro che occupa spazio mentale anche quando non è visibile e che nessuno ci riconosce.
Come abbiamo capito su chi pesava il mental load nella coppia
Per capire meglio la situazione, dopo esserci informati un po', abbiamo fatto un esperimento molto semplice. Abbiamo preso un foglio e abbiamo scritto tutto quello a cui pensavamo durante una settimana normale. Non solo le cose da fare, ma anche quelle da ricordare.
Il risultato è stato sorprendente: la lista comprendeva decine di attività. Molte di queste attività non richiedevano più di qualche minuto, ma tutte insieme occupavano una quantità enorme di energia mentale.
Quando il mental load crea tensioni
Se c'è una cosa che abbiamo imparato è che il problema non nasce dalle singole incombenze, ma dalla sensazione di essere sempre sopraffatti dai pensieri e di essere la persona che non solo deve ricordarsi tutto, ma che non può permettere di dimenticare nulla.
A volte la frustrazione non deriva dal fatto di preparare una cena o prenotare un appuntamento, ma dal sentirsi l'unico punto di riferimento per l'organizzazione familiare. Ed è proprio qui che possono nascere incomprensioni nella coppia. Perché chi non vive questo carico spesso non si rende conto della sua esistenza.
Cosa non si deve fare e cosa si deve fare per ridurre il peso
Riflettendo sulla nostra quotidianità, abbiamo compreso che c'era una parola molto comune che veniva ripetuta: aiutare. Frasi come "Dimmi cosa devo fare e ti aiuto", "Basta chiedere", "Perché non me l'hai detto?" sembrano innocuoe e sono dette in buona fede, ma non risolvono il problema.
Perché chi deve chiedere continua comunque a essere la persona che organizza tutto. La vera differenza arriva quando la responsabilità viene condivisa e quando non serve ricordare continuamente all'altro cosa fare.
Purtroppo non esistono formule magiche, ma strategie che secondo gli esperti e per nostra esperienza possono ribaltare il paradigma. Bisognerebbe:
- arlare apertamente del problema
- condividere i compiti e la pianificazione delle attività quotidiane
- accettare che nessuno può ricordare tutto
Fare una lista delle cose che occupano spazio nella mente, comprese quelle che sembrano insignificanti, è stato il clic che ci ha fatto sbloccare e iniziare a rivedere l'organizzazione famigliare. Non sarà perfetta nemmeno ora, ma almeno anche il peso delle responsabilità viene condiviso!