Chi ha affrontato almeno una volta una camminata lunga lo sa: non conta soltanto allenare le gambe. Dopo diversi chilometri entrano in gioco tante altre cose, dalla gestione delle energie all’organizzazione dello zaino, fino alla capacità di trovare il proprio ritmo e non perdere la motivazione. E spesso gli errori più grandi non arrivano durante il percorso, ma prima della partenza. Come prepararsi per una camminata di molti chilometri?
Con il tempo abbiamo imparato che prepararsi bene cambia completamente l’esperienza. Una lunga camminata può diventare un'esperienza bellissima oppure trasformarsi in una giornata pesante già dopo le prime ore. Sono sempre i dettagli a fare la differenza!
Preparare scarpe e zaino
La prima cosa che abbiamo smesso di fare è sottovalutare le scarpe. Sembrerà banale, ma affrontare molti chilometri con scarpe non adatte rovina tutto. Non devono essere necessariamente tecniche o costose, ma devono essere già “rodate”. Partire con scarpe nuove è un rischio: dopo qualche chilometro vesciche e fastidi possono diventare davvero difficili da gestire.
Anche lo zaino merita attenzione. All’inizio tendevamo a portare troppe cose “nel dubbio” che potessero tornarci utili, salvo poi ritrovarci con peso inutile sulle spalle. Oggi cerchiamo di portare solo ciò che serve davvero:
- acqua
- snack leggeri e pratici
- una felpa o giacca leggera
- cerotti per eventuali vesciche
- cappello e occhiali da sole
- powerbank e telefono carico
- un piccolo impermeabile pieghevole
Il ritmo della camminata e le pause
Partire troppo velocemente è un errore classico che abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Nei primi chilometri si ha energia e si tende ad accelerare senza pensarci troppo, ma il corpo presenta il conto dopo. Trovare un passo regolare e sostenibile aiuta molto di più ad arrivare bene alla fine.
Anche le pause vanno gestite bene. Fermarsi ogni dieci minuti spezza troppo il ritmo, ma ignorare completamente la stanchezza non funziona. Con il tempo abbiamo trovato un equilibrio: pause brevi, giusto il tempo di bere, respirare e ripartire senza raffreddarsi troppo.
E a proposito di bere e mangiare, noi preferiamo spuntini piccoli ma frequenti: frutta secca, banane, barrette semplici o panini leggeri. Aspettare di avere fame o sete spesso significa essere già in ritardo.
L'approccio mentale alla camminata
C’è poi tutta la parte mentale, che spesso si sottovaluta. Dopo molti chilometri non si stancano solo le gambe: arriva anche quella sensazione di pesantezza mentale che fa sembrare il percorso più lungo del previsto. In quei momenti aiuta smettere di pensare alla distanza totale e concentrarsi solo sul tratto successivo.
La costanza, in questo caso, unita all'esperienza aiuta sempre: dopo un po’ si impara ad ascoltare il corpo, a capire quando rallentare, quando fermarsi e quando invece continuare nonostante la fatica.