Ci sono oggetti che oggi butteremmo senza pensarci due volte. Una maglia con un piccolo buco, una sedia con una gamba traballante, una borsa con la cerniera rotta, una pentola che ha perso il suo splendore. Per le nostre nonne, invece, la prima domanda sarebbe stata un'altra: si può aggiustare? Il principio del riparare invece di comprare non è una nuova moda, ma un'abitudine che apparteneva alla vita quotidiana di molte generazioni e che oggi torna a essere attuale per ragioni molto diverse: spendere meno, produrre meno rifiuti, valorizzare quello che possediamo e, qualche volta, conservare un pezzo della nostra storia.
Perché riparare è meglio che ricomprare
Viviamo in un'epoca nella quale sostituire sembra spesso più semplice che aggiustare. Un piccolo guasto può diventare il pretesto per acquistare un prodotto nuovo, soprattutto quando il prezzo di un oggetto è relativamente contenuto. Ma, in realtà, sono molti altri i vantaggi della riparazione.
Per prima cosa, quando è possibile, una riparazione può costare meno dell'acquisto di un nuovo prodotto. Naturalmente non vale per ogni oggetto. Una riparazione complessa può essere costosa e, in alcuni casi, non avere senso dal punto di vista economico. Ma per piccoli interventi domestici il principio resta valido.
Ogni volta che sostituiamo un oggetto ancora utilizzabile, generiamo un nuovo bisogno di produzione e, contemporaneamente, ci liberiamo di qualcosa che dovrà essere smaltito o, nel migliore dei casi, recuperato. Riparare invece di comprare significa interrompere, almeno in parte, questo meccanismo. Il pianeta ce ne sarà grato.
C'è poi una componente meno razionale, ma forse ancora più importante. Alcuni oggetti hanno un valore che non compare sul cartellino del prezzo. Sono legati a una persona, a un viaggio, a una casa, a un momento particolare della nostra vita. Ripararli significa anche scegliere di non rinunciare a quel racconto.

Quali sono i pro e i contro di riparare gli oggetti
Riparare non è sempre la scelta migliore. Anche le nostre nonne, probabilmente, non avrebbero perso tempo a ricucire un oggetto ormai arrivato alla fine della sua vita utile. Per questo è importante valutare ogni situazione senza trasformare la riparazione in una regola assoluta.
I vantaggi
Tra i principali motivi per scegliere di riparare troviamo:
- si riducono gli sprechi, evitando di buttare prematuramente oggetti ancora utilizzabili;
- si può risparmiare, soprattutto quando il problema è semplice;
- si allunga la vita dei prodotti, sfruttando più a lungo le risorse già impiegate per realizzarli;
- si sviluppano competenze pratiche, dal cucito alle piccole riparazioni domestiche;
- si valorizzano gli oggetti a cui siamo affezionati;
- si può acquistare meno, evitando alcune sostituzioni dettate soltanto dall'abitudine.
C'è anche una soddisfazione personale che non va sottovalutata. Aggiustare qualcosa con le proprie mani restituisce una sensazione di autonomia che un acquisto nuovo difficilmente può dare.
Gli svantaggi
Ci sono però anche dei casi nei quali riparare non conviene.
- Il primo riguarda il costo. Se una riparazione richiede molto lavoro o pezzi di ricambio costosi, potrebbe essere economicamente svantaggiosa.
- Poi c'è il fattore tempo. Imparare a fare una riparazione, cercare il materiale necessario o portare l'oggetto da un professionista richiede tempo e organizzazione.
- Infine, esiste una questione di sicurezza. Non tutto dovrebbe essere riparato in autonomia. Per esempio, quando sono coinvolti impianti elettrici, gas o dispositivi che potrebbero diventare pericolosi se modificati in modo scorretto, è necessario rivolgersi a personale qualificato.

Cosa possono insegnarci le nostre nonne
Le nostre nonne sono cresciute in una società nella quale molti oggetti avevano un valore diverso da quello che attribuiamo loro oggi. Non era necessariamente una scelta "green", era semplicemente il modo normale di vivere. Sono tante le lezioni che le nostre nonne ci hanno lasciato in eredità:
- Le nostre nonne conoscevano bene il valore dell'utilizzo fino in fondo. Prima di acquistare qualcosa di nuovo, cercavano di capire come sfruttare quello che avevano già. Applicato alla vita contemporanea, questo non significa rinunciare agli acquisti. Significa essere un po' più consapevoli.
- Oggi siamo abituati a prodotti perfetti, uniformi, nuovi. Un piccolo difetto può sembrare sufficiente per considerare un oggetto "rovinato". Il rammendo, invece, ci ricorda che un oggetto può continuare a essere bello anche quando porta i segni del tempo.
- C'è infine qualcosa che forse le nostre nonne conoscevano senza bisogno di definirlo: il valore del tempo. Riparare richiede attenzione: bisogna osservare il problema, capire come intervenire, avere pazienza. È un gesto quasi opposto alla velocità con cui oggi acquistiamo, consumiamo e sostituiamo.
Noi ci siamo fatti una promessa: davanti a un oggetto danneggiato, non ci chiederemo più con cosa possiamo sostituirlo, ma proveremo a domandarci: "Come posso recuperarlo?".