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Poesie di Natale: le più belle e profonde

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Le poesie di Natale possono essere gioiose o avere una vena malinconica, anche in base a quando e dove i  poeti hanno scritto i loro componimenti: si tratta di trovare i versi che esprimano il nostro spirito natalizio ed evochino l’atmosfera delle feste.

Poesie di Natale: le più belle
Ecco la selezione di poesie natalizie: puoi postarle sui social come Facebook, mandarle tramite Whatsapp e simili, leggerle e magari imparare qualche verso a memoria, inserirle negli auguri di Natale. Per leggere le poesie natalizie per i bambini, clicca qui.


Lascia che sia Natale ogni giorno di Norman Wesley Brooks
Il Natale è per sempre, non solo per un giorno,
per amare, condividere, dare, non devono essere riposti
come campane, luci e tinsel, in una scatola su uno scaffale.
Il bene che fai per gli altri è buono per te stesso.

Pace sulla Terra, buona volontà per gli uomini,
pensieri gentili e parole di allegria,
sono cose che dovremmo usare spesso
e non solo una volta all'anno.

Ricorda anche il Cristo-bambino, cresciuto per essere un uomo;
nasconderlo in una culla, non è il piano del nostro caro Signore.
Quindi mantieni lo spirito natalizio, condividilo con gli altri lontani e vicini,
di settimana in settimana e di mese in mese, per tutto l'anno!


A Gesù Bambino di Umberto Saba
La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.


Possa tu avere la gioia del Natale di Ada V. Hendricks Larsen
Possa tu avere la gioia del Natale,
       Qual è la speranza;
Lo spirito del Natale,
       Qual è la pace;
Il cuore di natale,
       Qual è l'amore.


È Natale di Madre Teresa di Calcutta
È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.


Piccolo albero di  e.e. Cummings
piccolo albero
piccolo albero di Natale silenzioso
sei così piccolo
sei più come un fiore
che ti ha trovato nella foresta verde
e ti dispiace molto venire via?
vedi che ti consolerò
perché hai un odore così dolce
bacerò la tua corteccia fresca
e ti abbraccio al sicuro
proprio come farebbe tua madre,
solo non aver paura
guarda i lustrini
che dormono tutto l'anno in una scatola scura
sognando di essere portato fuori e lasciato brillare,
le palle le catene rosse e dorate i fili soffici,
alza le tue piccole braccia
e te li darò tutti per tenerli
ogni dito deve avere il suo anello
e non ci sarà un solo posto buio o infelice ...


Come il Grinch ha rubato il Nataledel Dr. Suess
... Quindi fece una pausa. E il Grinch si portò una mano all'orecchio.
E sentì un suono sorgere sulla neve.
È iniziato in basso. Quindi ha iniziato a crescere.
Ma il suono non era triste! Questo suono sembrava allegro!
Non potrebbe essere così! Ma era allegro! MOLTO!
Fissò Whoville! Il Grinch schioccò gli occhi!
Poi ha tremato! Quello che vide fu una sorpresa scioccante!
Tutti quelli che scendono a Whoville, gli alti e i piccoli,
Stava cantando! Senza regali a tutti!
Non aveva impedito che arrivasse il Natale! È VENUTO!
In un modo o nell'altro, è arrivato lo stesso!
E il Grinch, con i suoi piedi grinch ghiacciati nella neve,
Stood sconcertante e sconcertante: "Come potrebbe essere così?"
"È arrivato senza nastri! È arrivato senza etichette!"
"È arrivato senza pacchi, scatole o sacchetti!"
E perplesso tre ore, fino a quando il suo enigma era dolorante.
Poi il Grinch ha pensato a qualcosa che non aveva mai visto prima!
"Forse Natale", pensò, "non proviene da un negozio".
"Forse Natale ... forse ... significa un po 'di più!" ...


O Holy Night di John Sullivan Dwight
O Santa Notte! Le stelle sono luminose,
È la notte della nascita del nostro caro Salvatore.
Posa a lungo il mondo nel peccato e nell'errore,
Finché non appariva e l'anima sentiva il suo valore.
Un brivido di speranza, il mondo stanco si rallegra,
Perché laggiù rompe un nuovo e glorioso mattino.

In ginocchio! O senti le voci dell'angelo!
O notte divina, o notte in cui nacque Cristo;
O notte divina, O notte, O notte Divina ...


Natale de guera di Trilussa
Ammalappenache s'è fatto giorno
e er Bambinello s'è guardato intorno.
Che freddo, mamma mia! Chi m'aripara?
Che freddo, mamma mia! Chi m'ariscalla?
Fijo, la legna è diventata rara
e costa troppo cara pè compralla...
E l'asinello mio dov'è finito?
Trasporta la mitraja
sur campo de battaja: è requisito.
Er bove? - Pure quello…
fu mannato ar macello.
Ma li Re Maggi arriveno? - E' impossibbile
perchè nun c'è la stella che li guida;
la stella nun vò uscì: poco se fida
pè paura de quarche diriggibbile...
Er Bambinello ha chiesto:- Indove stanno
tutti li campagnoli che l'antr'anno
portaveno la robba ne la grotta?
Nun c'è neppuro un sacco de polenta,
nemmanco una frocella de ricotta...
Fijo, li campagnoli stanno in guerra,
tutti ar campo e combatteno. La mano
che seminava er grano
e che serviva pè vangà la terra
adesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente...
Guarda, laggiù, li lampi
de li bombardamenti!
Li senti, Dio ce scampi,
li quattrocentoventi
che spaccheno li campi?-
Ner dì così la Madre der Signore
s'è stretta er Fijo ar core
e s'è asciugata l'occhi cò le fasce.
Una lagrima amara pè chi nasce,
una lagrima dòrce pè chi more...


Natale di Giuseppe Ungaretti
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare


Da Auguri scomodi di Don Tonino Bello
Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

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