FIGLI

Le poesie e filastrocche da dedicare ai figli

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Il sentimento provato per i figli è grande, ma spesso non si riesce ad esprimerlo al meglio. Ci si sente colmi d’amore ma impossibilitati ad esprimerlo a parole. Eppure l’emozione che si prova anche solo volgendo gli occhi verso i i figli  che crescono, impensieriscono e danno grandi soddisfazioni è enorme. Forse vogliamo dedicare loro un componimento poetico in occasione di un compleanno, o per festeggiare una nascita.

Anche solo leggere alcuni versi di una poesia o filastrocca può aiutare a esprimere quel sentimento. Ecco alcune poesie e filastrocche intense da dedicare ai propri figli.

Ritratto della mia bambina

La mia bambina con la palla in mano,  
con gli occhi grandi colore del cielo,  
e dell'estiva vesticciola: "Babbo  
- mi disse - voglio uscire oggi con te".  
Ed io pensavo: Di tante parvenze  
che s'ammirano al mondo, io ben so a quali  
posso la mia bambina assomigliare.  
Certo alla schiuma, alla marina schiuma  
che sull'onde biancheggia, a quella scia  
ch'esce azzurra dai tetti e il vento sperde;  
anche alle nubi, insensibili nubi  
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;  
e ad altre cose leggere e vaganti.  
(Umberto Saba, da “Il canzoniere)

D. Dormi

Dormi
Dopo onde schiumose ed enormi
Pesciolino arenato al mio fianco
Nel lenzuolo di un'isola bianca
Sei venuto dal mare e sei stanco
Son venuta dal mondo, son stanca
Riposiamoci dallo stupore
Ci saranno tantissimi giorni
Ora calma il tuo cuore
Dormi
(Bruno Tognolini, da “Mammalingua") 

Mamma Cannibale

Il calcagno di mia figlia
è una vera meraviglia.
Liscio, tondo, delicato,
non ha ancora camminato.
Lo mordicchio pian pianino
e poi passo al suo vicino.
Com'è fresco! Com'è buono!
Più di due non ce ne sono.
Ne vorrei mangiare tre:
son migliori dei bignè! 

Se ci fossero più occhi,
si potrebbe far gli gnocchi.
Se ci fossero più facce,
mi farei delle focacce
ma stalvolta mi accontento
di assaggiare solo il mento.

La mia bimba che è un demonio,
la preparo in pinzimonio.
La ritaglio in bei filetti,
ma i ditini son perfetti
e li intingo ad uno ad uno
in un poco d'olio buono.
Hanno già il formato giusto.
Senza tanti complimenti
li finisco tutti e venti.

(Letizia Cella, da “Mamma Cannibale”)

Se 

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad avere fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;

Se riesci ad aspettare e a non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio:

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
e trattare allo stesso modo quei due impostori;

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita infrante,
E piegarti a ricostruirle con arnesi logori.

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non fiatare una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”

Se riesci a parlare con la folla e a conservarti retto,
E a camminare coi Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni istante che passa,
Tua è la terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è più – sei un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling, da “Poesie”)

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