Mentre l'estate si avvicina e il pensiero delle vacanze inizia a farsi strada tra le attività quotidiane, molte persone sperimentano un fenomeno estremamente diffuso e molto sottovalutato: lo stress da ferie imminenti. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, le settimane che precedono la partenza non sono sempre sinonimo di leggerezza e buonumore. Anzi, per molti lavoratori giugno rappresenta uno dei periodi più intensi e faticosi dell'anno.
Scadenze da chiudere, progetti da consegnare, attività da delegare e la necessità di lasciare tutto sotto controllo prima di assentarsi possono trasformare l'attesa delle vacanze in una fonte di pressione costante. A questo si aggiungono gli impegni familiari, l'organizzazione dei viaggi e la gestione della quotidianità che continua a richiedere attenzione.
Capire perché accade e imparare a gestire questo carico mentale può aiutare a vivere l'avvicinamento alle ferie con maggiore serenità.
Perché giugno è spesso il mese più stressante dell'anno
Molte aziende concentrano nella prima metà dell'estate una serie di attività strategiche che devono essere completate prima della pausa estiva. Questo significa che le settimane di giugno diventano un periodo di accelerazione generale.
Dal punto di vista psicologico, inoltre, entra in gioco un meccanismo particolare. Sapere che sta arrivando una pausa porta molte persone a voler chiudere tutto ciò che è rimasto in sospeso. Si cerca di terminare progetti, rispondere alle richieste accumulate e organizzare il lavoro futuro nel tentativo di partire senza pensieri.
Abbiamo cercato di capire quanto è diffuso e almeno tra di noi riguarda più del 90% delle persone. Il rischio è quello di generare un aumento della pressione percepita perché il cervello tende a considerare la vacanza come una sorta di "traguardo finale", aumentando inconsapevolmente il livello di impegno e di aspettative.

Le cause dello stress pre-ferie
Sono tanti gli elementi che contribuiscono a creare questo stato di stress. Noi abbiamo individuato alcune cause di questa condizione che sono comuni nella nostra personale esperienza:
- consegne anticipate prima della chiusura estiva;
- richieste urgenti da parte di clienti e fornitori;
- necessità di organizzare sostituzioni e passaggi di consegne;
- gestione delle ferie dei colleghi;
- accumulo di riunioni e attività amministrative.
I segnali da non sottovalutare
Lo stress da ferie imminenti non si manifesta soltanto attraverso la stanchezza fisica. Spesso coinvolge anche la sfera emotiva e mentale. Questi sono i sintomi che abbiamo sperimentato e vissuto negli anni:
- irritabilità e nervosismo;
- difficoltà di concentrazione;
- sensazione di avere troppe cose da fare;
- sonno meno regolare;
- mal di testa frequenti;
- affaticamento mentale;
- difficoltà a staccare dal lavoro anche fuori dall'orario lavorativo.

Le strategie che adottiamo ogni anno per arrivare alle ferie meno stressati
Ognuno di noi ha tecniche organizzative diverse che ci hanno aiutato a gestire meglio le settimane precedenti alle ferie: vogliamo condividerle con tutti voi per aiutare oguno a trovare la strategia vincente per partire per le vacanze senza dover fare i conti con lo stress!
- Abbiamo imparato a programmare le ultime due settimane in modo realistico, senza sovraccaricare l'agenda pensando di poter recuperare tutto prima della partenza. Concentrarsi sulle attività realmente prioritarie si è rivelato molto più efficace.
- Ogni anno ci impegniamo a creare una lista delle attività rinviabili a settembre per ridurre il senso di urgenza e alleggerire il carico mentale.
- Nelle settimane più intense è facile continuare a lavorare anche la sera, per questo siamo soliti definire un orario preciso oltre il quale non controllare email e messaggi.
- Per molti di noi giugno è un mese pesante perché il lavoro non rappresenta l'unica fonte di stress in questo periodo. Bisogna fare i conti anche con la fine della scuola, l'organizzazione dei centri estivi, la preparazione delle vacanze. Il carico mentale (la gestione invisibile di tutte queste incombenze) può amplificare la sensazione di affaticamento. Per questo cerchiamo di dividere i compiti e delegare attività non solo al lavoro, ma anche a casa.
- Molti di noi hanno trovato giovamento nel dedicare dieci minuti alla fine di ogni giornata lavorativa per pianificare quella successiva. Annotare le tre attività più importanti da completare il giorno dopo aiuta a ridurre il senso di confusione e permette di iniziare la mattina con maggiore chiarezza mentale. Si tratta di un'abitudine semplice ma particolarmente efficace nei periodi caratterizzati da molte scadenze.
Quando è opportuno chiedere aiuto? Se ansia, insonnia o affaticamento persistono per molte settimane e compromettono il benessere quotidiano, può essere utile confrontarsi con uno specialista.