Lavorare con vista sul mare, fare una pausa in spiaggia tra una riunione e l'altra e concludere la giornata con una passeggiata al tramonto. È questa l'immagine che viene subito in mente quando si parla di workation, una tendenza sempre più diffusa tra chi può lavorare da remoto. Ma è davvero così semplice fare smart working nella casa al mare? Quali sono le opportunità e i limiti del workation?
Cos'è il workation e perché piace sempre di più
Il termine workation nasce dall'unione delle parole inglesi "work" (lavoro) e "vacation" (vacanza). Indica la possibilità di lavorare da un luogo diverso dalla propria abitazione, spesso una località turistica, mantenendo gli stessi impegni professionali.
Una casa al mare rappresenta una delle destinazioni preferite perché permette di alternare le ore davanti al computer a momenti di relax all'aria aperta.
Dietro questa scelta ci sono diversi motivi:
- ridurre lo stress accumulato durante l'anno;
- cambiare ambiente senza utilizzare ferie;
- trascorrere più tempo con la famiglia;
- sfruttare una seconda casa;
- migliorare il proprio benessere psicofisico.
Sempre più aziende, inoltre, hanno adottato modelli di lavoro flessibili che consentono ai dipendenti di organizzare la propria settimana anche lontano dalla sede.

I vantaggi di lavorare dalla casa al mare
Sono numerosi i benefici che si possono avere nel lavorare da un luogo rilassante e magari legato a ricordi piacevoli come la casa al mare:
- Il contatto con la natura può contribuire a ridurre i livelli di stress e favorire il recupero delle energie mentali. Chi vive il workation racconta spesso di sentirsi più motivato e creativo.
- Uno degli aspetti più apprezzati riguarda la qualità del tempo libero. Terminata la giornata lavorativa non è necessario affrontare il traffico o lunghi spostamenti: basta chiudere il computer per ritrovarsi già in un contesto rilassante.
- Per chi ha figli, inoltre, il workation può rappresentare un'opportunità per trascorrere insieme parte delle vacanze estive senza dover richiedere settimane di ferie consecutive.
- Lavorare da remoto permette spesso di organizzare meglio gli orari. Chi ha la possibilità di gestire autonomamente la propria agenda può scegliere di concentrarsi nelle ore più produttive della giornata e dedicare i momenti liberi ad attività all'aria aperta.
I limiti da non sottovalutare
Non tutto, però, è semplice come appare nelle fotografie condivise sui social. Ci sono dei problemi che bisogna considerare:
- Prima di partire è fondamentale verificare la qualità della rete. Videoconferenze, caricamento di documenti e strumenti di collaborazione online richiedono una connessione stabile. In molte località turistiche, soprattutto durante l'alta stagione, la rete può essere più lenta del previsto.
- Uno dei rischi principali del workation è quello di non riuscire a "staccare". Essere in un luogo di vacanza può creare la tentazione di interrompere continuamente il lavoro, mentre, al contrario, alcuni finiscono per lavorare anche oltre l'orario previsto, con il senso di colpa di non godersi il tempo libero.
- Case condivise con amici o familiari, bambini che giocano, spiagge affollate e attività estive possono rendere difficile mantenere la concentrazione.

Come abbiamo organizzato una workation senza stress
Una buona pianificazione nel nostro caso ha davvero fatto la differenza. Quando decidiamo di lavorare in smart working in un luogo che non è la nostra abitazione, di solito facciamo questo check:
- connessione Internet veloce;
- scrivania o tavolo comodo;
- prese elettriche facilmente accessibili;
- ambiente silenzioso per le videochiamate;
- climatizzazione adeguata durante le giornate più calde;
- possibilità di utilizzare uno spazio di coworking nelle vicinanze, se necessario.
Siamo anche soliti informare colleghi e clienti dei nostri orari di reperibilità per evitare incomprensioni. Inoltre, ogni giorno ci rammentiamo che il workation non sostituisce una vera vacanza, ma è un modo intelligente per vivere l'estate con maggiore flessibilità.