SCUOLA DI CUCINA

Sale di sedano: come si fa?

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Il sedano è utilizzato in cucina per preparare il tipico soffritto insieme alla carota e alla cipolla, può essere assaporato crudo, bollito nella preparazione del brodo, sminuzzato e consumato fresco in un’insalata o impiegato (in particolar modo le costolette esterne) nelle zuppe e nelle salse. Si conserva molto a lungo in frigo e rimane croccante anche per quattro o cinque giorni. Un’alternativa per consumare il sedano è preparare il sale di sedano.

Un uso eccessivo del sale può causare ipertensione; quindi la soluzione è impiegare il sale di sedano: gustoso, dal sapore delicato e salutare.
C’è chi non ama il fai da te e perciò acquista direttamente il prodotto finito, diffuso sul mercato sotto il nome di Celery Salt, c’è invece chi si diletta a prepararlo in casa. Se hai un po’ di pazienza, è molto semplice da ottenere anche perché l’unico ingrediente di cui hai bisogno è solamente il sedano.

Come si prepara il sale di sedano

Per ottenere circa 80 gr di sale di sedano hai bisogno di 4 coste di sedano scuro (quello chiaro è troppo delicato e poco saporito), devi pulirle e tagliarle. Prima di procedere alla preparazione del sale dovrai essiccare le coste  naturalmente al sole, per due giorni, o al forno, va bene sia il microonde che l’essiccatore per le verdure. A essiccazione ultimata poni i pezzetti di sedano in frullatore o in un mixer. Una parte puoi tritarlo e impiegarlo soprattutto per insaporire carne e pesce; il resto polverizzalo e usalo per condire minestre e zuppe. Inoltre puoi sperimentare e inserire nel mixer altre spezie, così da intensificarne il sapore.

Il sale di sedano ha molte proprietà, tra i suoi benefici la capacità di abbassare il livello di stress, alcalinizzare il corpo proteggendolo da un pH eccessivamente acido e ridurre il colesterolo cattivo.  
Sostituire con il sale di sedano il classico sale che utilizzi in cucina vuol dire non solo apportare un tocco di originalità ai tuoi sapori ma aiutare il tuo organismo in quanto è anche più salutare.
Cosa aspetti quindi a cambiare abitudini a tavola?

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