La comodità dei contenitori di plastica è indiscutibile, ma non tutti sanno che questo materiale non è universale. Esistono infatti particolari tipologie di alimenti che, a causa della loro composizione chimica o della temperatura, possono interagire negativamente con i polimeri plastici. Questa interazione non solo rischia di alterare il sapore e la qualità del cibo, ma può favorire la migrazione di sostanze indesiderate come bisfenoli e ftalati direttamente nei nostri piatti.
Il Pericolo degli alimenti acidi e grassi
I cibi con un alto livello di acidità rappresentano una delle categorie più critiche per la conservazione nella plastica. Alimenti come il sugo di pomodoro, i condimenti a base di aceto o gli agrumi tendono a corrodere lentamente la superficie interna del contenitore. Questo processo accelera il rilascio di sostanze chimiche dal contenitore all'alimento, lasciando spesso anche macchie indelebili sulla plastica stessa.
Allo stesso modo, i grassi sono ottimi solventi per molte delle sostanze chimiche presenti nei contenitori plastici. Formaggi stagionati, carni grasse o pietanze condite con abbondante olio d’oliva dovrebbero essere conservati preferibilmente nel vetro o nell'acciaio inossidabile. Il grasso funge da conduttore per i componenti chimici della plastica, che vengono assorbiti più facilmente dalle porzioni grasse del cibo, compromettendo la purezza dell'ingrediente.
Calore e microonde
Uno degli errori più comuni riguarda il riscaldamento di avanzi caldi o il passaggio dei contenitori nel microonde. Anche quando un contenitore è etichettato come sicuro per il microonde, il calore estremo può causare una degradazione microscopica del materiale. Inserire una zuppa bollente o un piatto di pasta appena scolato in una vaschetta di plastica favorisce la dilatazione dei pori del materiale, rendendo il passaggio di sostanze chimiche verso il cibo estremamente rapido.
È sempre preferibile lasciare che gli alimenti si raffreddino completamente a temperatura ambiente prima di riporli in un contenitore di plastica. Tuttavia, la scelta più sicura rimane il trasferimento del cibo in piatti di ceramica o contenitori di vetro prima della fase di riscaldamento, garantendo così che le alte temperature non interferiscano con l'integrità molecolare della plastica.
Latticini e alimenti fermentati
I latticini, come yogurt, ricotta o latte, sono particolarmente sensibili alle variazioni esterne e possono assorbire gli odori della plastica molto più velocemente di altri cibi. Inoltre, la plastica è spesso porosa a livello microscopico e può ospitare residui di precedenti lavaggi o batteri che alterano la conservazione di prodotti freschi e delicati come i formaggi molli.
Gli alimenti fermentati come i crauti o il kombucha presentano una sfida simile a causa della loro attività biologica. L'acidità prodotta durante la fermentazione e la presenza di colture vive possono interagire con il contenitore, portando a una degradazione precoce del materiale plastico. Per preservare i benefici probiotici e la freschezza di questi prodotti, il vetro rimane il materiale d'elezione grazie alla sua natura inerte che non reagisce in alcun modo con il contenuto.