IDEE IN CUCINA

Ti preparo un drink?

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"Il mio nome è Bond, James Bond" è la sua frase più famosa. E il suo cocktail preferito è il Martini secco, «agitato, non mescolato». Provate ad immaginarlo. Se non è alle prese con qualche sparatoria o "appartato" con qualche fanciulla, è certamente al bar, con un bicchiere in mano.

Preparare un cocktail (letteralmente "coda di gallo") non è semplice come sembra. Sono indispensabili buona manualità e precisione nel misurare gli ingredienti, oltre che l’attrezzatura giusta : fondamentale uno shake, una pinza per il ghiaccio, un misurino (per un cocktail classico, ad esempio, la quantità totale è di circa 14 centilitri, per un long drink 12), un filtro, un blender (una sorta di superfrullatore) ed un sifone per il seltz.

Esistono un numero infinito di cocktail dai più tradizionali ai più originali, da aperitivo, da prima di cena oppure long-drink. E poi metteteci anche della fantasia e cercate di creare nuovi abbinamenti ricordando che, nel caso di un aperitivo puro, si deve fare attenzione alle miscele che rischiano di anestetizzare le papille gustative.

Ma se preparare un cocktail non è il vostro forte e non volete frequentare uno dei tanti corsi organizzati delle varie associazioni per diventare barwoman, allora potete puntare sul classico Bellini (succo di pesca e spumante) od un Gin Tonic (4 parti di gin e 6 di acqua tonica).

Ma se volete seguire la tendenza, seguite la nuova moda del "Juicing " ovvero l’arte di frullare i succhi di frutta; via libera dunque alle miscele naturally correct con ginseg e guaranà, salvaia e liquirizia, latte di cocco e semi d’anice senza un goccio di alcool . Ottimo anche per non ingrassare visto che ogni grammo d’alcool contiene ben sette calorie.

Per le occasioni speciali: champagne naturalmente ricordando ciò che diceva George Bernard Shaw : "Sono solo astemio di birra, non astemio di champagne"

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