Dopo le vacanze, tornano la scuola, il lavoro a pieno ritmo, i compiti, lo sport, la musica, gli appuntamenti e tutte quelle attività che durante l'estate sembravano lontanissime. Settembre è il momento giusto per capire come preparare il calendario familiare, così da avere una visione d'insieme degli impegni e non arrivare ogni sera a chiedersi: "Domani chi deve fare cosa?".
Perché il calendario familiare può sembrare un incubo
Il rientro a scuola spesso coincide con un piccolo "effetto domino". I bambini riprendono le lezioni, i genitori tornano alle consuete esigenze lavorative e nel giro di pochi giorni compaiono anche allenamenti, corsi, visite, riunioni, compleanni e appuntamenti. Il rischio è quello di sentirsi sempre in ritardo
Quando gli impegni vengono gestiti uno alla volta, è facile perdere di vista il quadro generale. Una riunione di lavoro può sembrare compatibile con l'allenamento del figlio, fino a quando non si scopre che proprio quel pomeriggio serve anche qualcuno che accompagni il bambino. Il problema, quindi, non è soltanto avere molti impegni. È non riuscire a visualizzarli contemporaneamente.
A questo si aggiunge la componente emotiva. Il ritorno alla routine può portare stanchezza, irritabilità e la sensazione di non avere mai abbastanza tempo. Soprattutto quando l'organizzazione familiare ricade quasi interamente sulle spalle di una sola persona.
Come preparare il nuovo calendario familiare
Per capire come preparare il calendario familiare in modo efficace, conviene partire dagli impegni che non possono essere spostati e procedere per livelli.
Inseriamo prima gli appuntamenti fissi
Il primo passaggio è raccogliere tutti gli impegni ricorrenti:
- orari scolastici;
- orari di lavoro;
- attività sportive;
- corsi di musica o lingua;
- eventuali terapie o appuntamenti ricorrenti;
- orari di ingresso e uscita da scuola;
- eventuali servizi di trasporto o doposcuola.
Solo dopo aver inserito questi elementi possiamo capire quali spazi rimangono realmente disponibili.
Aggiungiamo gli impegni variabili
Compleanni, riunioni scolastiche, visite mediche, cene, commissioni e appuntamenti occasionali vanno aggiunti in un secondo momento.
Questo passaggio è importante perché impedisce di costruire una settimana "ideale" che funziona soltanto sulla carta.
Indichiamo anche chi si occupa di cosa
Il calendario familiare non dovrebbe contenere soltanto gli appuntamenti dei figli. È utile specificare anche chi accompagna, chi riprende, chi prepara la cena e chi si occupa dei compiti.
Una semplice indicazione accanto all'impegno può essere sufficiente. In questo modo il calendario diventa anche uno strumento per distribuire il carico mentale, evitando che una sola persona debba ricordare tutto.
Lasciamo degli spazi vuoti
Non è necessario programmare ogni pomeriggio. I bambini hanno bisogno anche di tempo non strutturato, mentre gli adulti hanno bisogno di qualche margine per gestire gli imprevisti.
Proviamo a lasciare almeno alcuni pomeriggi o fasce orarie senza attività programmate. Se serviranno, potranno essere utilizzati per recuperare un impegno. Se non serviranno, resteranno semplicemente tempo libero.
Come incastrare tutti gli impegni senza impazzire
Una volta costruito il calendario, arriva la parte più delicata: farlo funzionare nella vita quotidiana. Il calendario funziona meglio quando non è "il calendario di mamma" o "il calendario di papà", ma uno strumento condiviso. Può essere digitale oppure cartace: l'importante è che sia facilmente consultabile da tutti, anche dai bambini più grandi.
Quando è possibile, conviene organizzare le attività tenendo conto anche della logistica. Se due attività si svolgono nella stessa zona, per esempio, può essere utile concentrarle nella stessa giornata. Allo stesso modo, è meglio evitare, quando si può, di programmare appuntamenti consecutivi in luoghi molto distanti.
Dobbiamo, poi, considerare che non tutte le attività hanno lo stesso peso. Una settimana particolarmente intensa può essere l'occasione per chiedersi:
- Quali impegni sono indispensabili?
- Quali possiamo rimandare?
- Quali possono essere delegati?
- Quali attività fanno davvero stare bene i bambini?
- Abbiamo lasciato abbastanza tempo per riposare?
Negli anni abbiamo imparato a prevedere sempre un "piano B", perché gli imprevisti fanno parte della vita familiare. Un bambino può ammalarsi, una riunione può allungarsi, un allenamento può essere spostato. Per questo è utile avere una piccola rete di emergenza: nonni, babysitter, amici, altri genitori disponibili a fare uno scambio di favori.
Infine, noi di solito riserviamo ogni domenica 10 minuti al controllo del calendario della nuova settimana, per capire come sarà. È anche un modo per evitare che l'organizzazione familiare venga gestita sempre all'ultimo minuto.