Il sostegno alle famiglie con figli piccoli si evolve. Se il 2026 è stato l'anno della transizione, il 2027 segna una vera rivoluzione burocratica per il bonus asilo nido. La novità più attesa è l'addio alla presentazione annuale dell'istanza: grazie alle recenti disposizioni, la domanda diventa "pluriennale", eliminando il rischio di perdere mesi di contributo per una semplice dimenticanza.
In questa guida analizziamo come cambia l'agevolazione, quali sono le soglie ISEE e come prepararsi per ottenere il massimo del rimborso.
La novità principale: la domanda unica pluriennale
A partire dal 2027, la procedura di richiesta viene drasticamente semplificata. Una volta presentata e accolta la prima domanda, questa produrrà effetti per tutto il triennio di frequenza del nido (fino al mese di agosto dell'anno in cui il bambino compie 3 anni).
Non sarà più necessario compilare ogni anno i dati anagrafici o i dettagli della struttura, ma resteranno due obblighi fondamentali per mantenere attivo il beneficio:
- Aggiornamento dell'ISEE: è necessario rinnovare la DSU ogni anno per consentire all'INPS di calcolare l'importo corretto.
- Prenotazione delle mensilità: le famiglie dovranno indicare telematicamente i mesi di frequenza previsti e allegare la documentazione dei pagamenti (le ricevute delle rette).
Quali servizi sono rimborsabili?
Il raggio d'azione del Bonus Nido si è ampliato per includere non solo gli asili nido pubblici e privati autorizzati, ma anche:
- Micronidi: per bambini dai 3 ai 36 mesi.
- Sezioni Primavera: che facilitano il passaggio alla scuola dell'infanzia.
- Servizi educativi domiciliari: per i piccoli che, a causa di gravi patologie croniche, non possono frequentare la struttura e necessitano di supporto presso la propria abitazione (previa certificazione pediatrica).
Come prepararsi per il 2027
Per non farsi trovare impreparati, è fondamentale muoversi d'anticipo con la documentazione. Ecco i passaggi chiave:
- Richiedere l'ISEE Minorenni: fallo subito a gennaio per evitare di ricevere l'importo minimo (1.500 €) in attesa dell'aggiornamento.
- Conservare le ricevute: le fatture o le ricevute di pagamento devono contenere il codice fiscale del genitore richiedente, quello del bambino e il mese di riferimento.
- Controllare l'IBAN: assicurati che il conto corrente indicato sul portale INPS sia correttamente intestato o cointestato al richiedente.