POLLICE VERDE

Un prato verde da far invidia

LEGGI IN 3'

Un prato sano e vitale

L’erba del vicino è sempre la più verde, recita il famoso proverbio. Ma perché non potremmo fare in modo che sia il nostro prato a suscitare invidia? Spesso nella cura di un giardino o uno spazio verde il manto erboso è la parte più trascurata ed ecco che nei mesi estivi forma quelle brutte macchie di erba appassita e giallastra. 

Che si tratti di un piccolo angolo verde sul terrazzo o di un grande prato, nei mesi più caldi è importante prendersi cura del manto erboso con il giusto grado di irrigazione, un taglio corretto e tutte le cure necessarie per mantenerlo vigoroso. Tanti piccoli accdorgimenti che aiuteranno il prato a rimanere verde, rigoglioso, sano e vitale, un vero biglietto da visita per la nostra abitazione e la cornice perfetta di un angolo green ben curato.

La cura del manto erboso

Una buona e costante manutenzione del prato erboso è indispensabile per mantenerlo in buona salute, il prato ha bisogno quindi di essere costantemente tagliato, annaffiato (in assenza di precipitazioni) e concimato. Durante i periodi più caldi e secchi dell’estate l’ingiallimento e indebolimento del manto è fisiologico, basterà una pioggia o una irrigazione periodica per conferirgli il solito colorito brillante.

Attenzione però a non esagerare, sia per evitare inutili sprechi, sia per evitare di provocare il problema opposto, ovvero che le eccessive irrigazioni indeboliscano l’apparato radicale dell’erba facendola marcire. In estate è preferibile effettuare delle irrigazioni frequenti, ma non troppo abbondanti, concentrando l’innaffiatura al mattino quando il terreno è fresco e morbido.

Molto importante anche la concimazione che nei mesi caldi va fatta ogni 20 giorni circa, ma nei periodi più aridi deve essere sospesa privilegiando un taglio più alto del solito. Il metodo migliore per annaffiare un prato è il sistema di pop-up a scomparsa che prevede un sistema di tubi sotterranei che distribuiscono l’acqua in modo uniforme è pratico.

La rigenerazione del prato

Nel caso in cui, nonostante tutte le nostre cure, il prato risulti danneggiato e sciupato, magari per colpa delle gelate invernali, di un prolungato periodo torrido di siccità o anche di attacchi fungini, diventa necessario una rigenerazione del manto. Macchie ingiallite, punti spogli e terrosi, sono il segnale di un manto sciupato e diradato, in tutti questi casi è bene andare a rigenerare le zone più ‘provate’ innestando delle zolle nuove di erba. Meglio effettuare la rigenerazione nelle stagioni miti (primavera o tarda estate).

La prima operazione da effettuare è un taglio del manto molto basso (3-5 cm) in questo modo potremo avere una visione più chiara delle zolle di terra più rovinate. Nel caso di ingiallimenti localizzati la causa potrebbero essere dei funghi, meglio procedere con la rigenerazione per evitare che la malattia si diffonda alle altre zolle. Se alla base del manto erboso notiamo la presenza di uno strato troppo alto di ‘muschio’ (feltro) ovvero di residui di foglie secche, arbusti o piccole radici è preferibile utilizzare degli appositi ‘arieggiatori’ per far respirare meglio il terreno. Questi strumenti permettono di rompere il muschio consentendo alle annaffiature di penetrare in profondità e di facilitare la concimazione. Importante sempre rimuovere i materiali di risulta e l’erba dello sfalcio utilizzando un rastrello.

Risemina e terriccio

Per ridare nuova compattezza e vigore a un prato danneggiato dovremo quindi procedere con un’opportuna risemina, importante però scegliere una semente adatta al tipo di prato a cui andrà ad aggiungersi. Esistono in commercio dei miscugli di sementi adatti per differenti tipi di prato, ad esempio per prati più umidi o altri più esposti a lunghi periodi di siccità, prati ombrosi o perennemente esposti ai raggi del sole. Meglio non esagerare con le sementi andando ad agire solo nei punti in cui il manto risulta più diradato.

Dopo aver sparso le sementi dovremo procedere con l’aggiunta di nuovo terriccio fertilizzato. Potremo quindi cercare di correggere la componente del terreno aggiungeremo sabbia dove è molto compatto, o stallatico dove il terreno è povero di nutrienti. Basterà coprire i semi con uno strato di 1-2 cm di buon terriccio leggero e ricco di nutrienti per avere un buon effetto. Dopo la semina è bene procedere con una annaffiatura giornaliera (eventualmente sostituita dalle precipitazioni naturali) fino alla completa germinazione delle sementi.

Leggi anche:

Articoli più recenti in questa sezione