ORTO E GIARDINO

Ribes nero e rosso: guida alla coltivazione

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Frutti di bosco: che passione! Queste piccole bacche tonde, succose e colorate hanno un aspetto davvero gradevole, che rende la loro coltivazione ideale anche per scopi ornamentali. I frutti di bosco hanno anche ottime proprietà antinfiammatorie e un gusto tutto particolare che varia dal dolce all’acidulo, come nel caso del… ribes. La sua coltivazione t’interessa in modo particolare? Desideri dare un tocco di colore al tuo giardino con i suoi fruttini raccolti in simpatici grappoli pendenti? Dopo la nostra guida sulla coltivazione dei lamponi, scopri come fare seguendo, passo dopo passo, la nostra guida alla coltivazione del ribes!

Dal ribes rosso al ribes nero: la coltivazione di un arbusto amante del freddo

Il ribes è un arbusto tozzo e robusto appartenente alla famiglia delle Grossulariaceae, che può raggiungere 1,50-2 metri di altezza al massimo. È una pianta che predilige climi temperati freddi, sopporta molto bene le basse temperature invernali e predilige estati poco afose. Non a caso, cresce spontaneamente nelle zone alpine del Nord Italia, fino ai 1.200 metri di altitudine e oltre. I rami del ribes sono privi di spine e presentano foglie lobate di color verde chiaro; da fine giugno fino ad agosto, i rami di 2-3 anni di età danno origine ai tipici fruttini - rossi o neri a seconda della varietà - che diventano più rari sui rami di 4-5 anni.

L’arbusto del ribes rosso - o Ribes rubrum - si colora in primavera di mazzetti penduli di fiori color giallo chiaro: sono questi che all’inizio dell’estate si trasformano in grappoli di piccole bacche rosse, tonde e succose. Il ribes nero - o Ribes nigrum - invece, presenta fiori di color verde biancastro o violaceo, che sbocciano in primavera sui suoi rami per dar vita in seguito a grappoli di bacche nere, succose e ricche di semi. Durante la coltivazione del ribes nero non potrai non accorgerti dell’intenso profumo emanato dall’intero arbusto - dalle sue foglie, dai suoi fiori e frutti - caratteristica che differenzia questa varietà da quella a bacche rosse.

Trattandosi di un arbusto rustico e poco esigente, molto produttivo e abbastanza resistente alle malattie, il ribes si adatta bene a qualunque tipo di terreno, anche se quello più indicato per coltivare il ribes presenta di solito un PH leggermente acido. Né troppo secco, né troppo bagnato, il terreno ideale per la coltivazione del ribes deve essere mantenuto costantemente umido ma al riparo da ristagni idrici, fonte di marciumi e malattie fungine; per l’esposizione della pianta sono ammessi mezza ombra e pieno sole, purché l’umidità non sia eccessiva e la temperatura troppo elevata.

Ribes nero e ribes rosso: coltivazione e manutenzione

Puoi acquistare in un vivaio le piantine di ribes da mettere a dimora nel tuo orto o giardino: l’ideale è piantarle a una distanza di 1 metro circa l’una dall’altra, alternando le due varietà di ribes rosso e nero per formare, ad esempio, eleganti siepi divisorie. Il periodo migliore per la messa a dimora è da ottobre ad aprile.
Da dove cominciare? È molto semplice, procedi come segue sia per la coltivazione del ribes rosso sia del ribes nero.

Fai una buca larga e profonda circa 40-50 cm, rimuovi sassi ed erbacce, disponi sul fondo una manciata di concime naturale ad alto contenuto d’azoto e poi riempila per metà con la terra precedentemente rimossa, mischiata ad un po’ di terriccio da piantagione e letame. Ora prendi una piantina, inumidiscine le radici e sistemala nella terra fino al punto in cui inizia la crescita dei rametti. Se prima della messa a dimora avrai cura di bagnare abbondantemente la terra fino ad ottenere una poltiglia di fango, l’interramento sarà più semplice! A questo punto finisci di riempire la buca con il resto della terra, comprimi per bene il terreno alla base della piantina e innaffia abbondantemente per facilitare la presa delle radici.

Scopri anche come coltivare indoor!

Appena completata la messa a dimora, l’operazione da effettuare immediatamente per inaugurare la coltivazione del tuo ribes è la potatura del ramo più lungo, l’astone: ciò servirà a massimizzarne fioritura e fruttificazione l’anno successivo. Dopo questo primo accorciamento lascia crescere naturalmente il ribes, avendo cura di innaffiarlo abbondantemente dall’inizio della primavera. Provvedi alla sua potatura ogni anno, dopo la fruttificazione, per eliminare i rami più vecchi di 5 anni o quelli troppo deboli; lascia solo i più vigorosi che daranno vita a nuovi frutti.
Per mantenere il terreno sempre fertile, in autunno - dopo la potatura - aggiungi un po’ di concime organico, e in primavera - appena compaiono le prime gemme - unisci al letame maturo (3-4 chili) circa 35 g di solfato di potassio per metro quadro.

Hai visto? Che tu scelga di piantare ribes rosso o ribes nero, la coltivazione di questo arbusto non comporta grandi difficoltà o sacrifici: amore e dedizione sono gli unici elementi davvero indispensabili!

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Silvia

da provare..

3 anni fa

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