MAMMA E BAMBINO

Fare la nanna

L'ora (non di dormire ma di andare a letto e rimanerci) deve essere fissa e rispettata oppure vi ritroverete a dover affrontare ogni sera una scena di pianti, lacrime e rimproveri: il momento di andare a letto è un momento di conflitto soprattutto se il bambino può sperare di carpire mezz'ora di più con un po' di insistenza e qualche lacrima.
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Questo non vuol dire che non ci debbano essere eccezioni ma queste vanno gestite in modo eccezionale.

Alcune precauzioni per rendere il momento del coricare il bambino più facile.

Se con una certa frequenza annunciate al bambino: "Questa sera c'è un cartone animato alla televisione e potrai andare più tardi a letto per poterlo guardare", oppure "Questa sera ceni con noi alle otto perchè ci sarà la nonna e ti vuole vedere", vi sarà più facile esigere puntalità il resto del tempo.

Una bibita calda, una tisana, può essere d'aiuto non solo come sedativo ma anche come rituale rassicurante al momento di mettere a letto un bambino.

Tutti i gesti ripetitivi legati all'atto di andare a dormire vi aiuteranno a impedire che venga ogni sera messo in discussione.

Evitate di esigere una partenza fulminea: se il bambino sta giocando o leggendo o ascoltando una conversazione, l'annuncio perentorio "Adesso vai subito a letto" è estremamente frustrante.

Un sistema può essere quello di dire semplicemente (o facendosi aiutare da una sveglia o un contaminuti) "Alle otto e mezza devi essere a letto: sono le otto, hai mezz'ora ancora" oppure, se il bambino è piccolo,fargli vedere l'orologio e dargli: "Quando questa lancetta arriverà qua sarà ora di andare a letto. Sorvegliala tu e avvertirmi".

Un altro trucco è abituare il bambino o la bambina a mettere a letto i suoi giocattoli per prima cosa e coricarsi quando bambole e orsi e automobiline saranno coricati ciascuno nel suo lettino o nel suo garage. Il bambino sarà così l'ultimo a andare a aletto invece di essere il primo, e il vostro ruolo sarà il suo.

Evitate i giochi eccitanti, i salti sul letto, le corse per la casa al momento di mettere il bambino a letto e fate in modo che ci sia mezz'ora di calma prima di dormire.

Una sola regola dev'essere ferrea: "Quando sei a letto ci rimani: puoi leggere o guardare i libri, se non hai sonno, ma non ti devi alzare".

La musica fa dormire i bambini, e anche le storie: leggetegli un pezzettino della sua storia favorita se lo chiede ma non fatene una regola assoluta, che renderà schiavo lui e anche voi del piccolo rituale della lettura (anche quando siete invitati a cena e siete in ritardo).

Ci sono  delle storie eccitanti e altre che conciliano il sonno: attenzione a quello che leggete o raccontate.

Alcuni bambini si svegliano a metà della notte e piangono: i genitori, disperati, provano tutti i sistemi e spesso finiscono con quello duro: lasciarlo piangere finchè si stanca. In genere, se non ha "buone ragioni" di piangere, si tratta di un'abitudine che si interrompe dopo due o tre notti se si ha coraggio di non reagire.

Ma bisogna avere i nervi saldi e dei vicini pazienti (meglio spiegare loro che si tratta di un momento critico che non durerà più di tanto) per lasciar piangere un bambino per delle ore nel silenzio della notte.

All'infuori di questo metodo, collaudato, potete tentare con un biberon, con succhiotti, potete provare a mettere la culla contro il vostro letto, oppure un materassino o un grande cuscino e delle coperte per terra vicino al vostro letto.

Potete lasciare una lucina accesa o dare al bambino una torcia elettrica se è grande abbastanza per servirsene.

Ma anzitutto, chiedete al pediatra di cercare la ragione di questo frequente  svegliarsi di notte: potrebbe essere una infezioni dell'orecchio medio, che diventa dolorosa quando la testa è nella posizione orizzontale.

(Fonte: "Guida su come vivere meglio con i nostri bambini")

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