2019/04/19 23:20:0649225

IN FORMA

Riacquista l'elasticità dopo il parto

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La ginnastica post-parto

Si tratta di un problema per molte imbarazzante, ma più comune di quanto potresti aspettarti. Dopo il parto accade spesso che la vescica perda tonicità e non “tenga” più come prima. Si tratta di una situazione che in molti casi regredisce spontaneamente qualche mese dopo la nascita del piccolo. Il parto, infatti, agisce praticando una forte distensione sulla cavità addominale e questo anche se esso viene praticato per mezzo del cesareo, perché il peso del pancione durante la gravidanza tende ad affaticare l’area perineale.
È quasi sempre risolvere il problema riabilitando i muscoli con appositi esercizi da fare da sole se si riesce ad intervenire al momento giusto, senza aspettare troppo.

Un programma di ginnastica localizzata è proprio quello che serve per prevenire e correggere eventuali disfunzioni, come il prolasso degli organi genitali, che può influire anche sulla sfera sessuale e rendere più problematici i rapporti dopo il parto. Queste lesioni del perineo, se non rimarginate, con il tempo possono sommarsi ad altre problematiche come la menopausa, il sovrappeso o la stipsi, creando anche disturbi seri.
Dopo la nascita del bambino è bene, con l’aiuto delle ostetriche, procedere alla riabilitazione del perineo, nonostante non siano molti i centri nascita in Italia ad offrire questo servizio.

4a-6a settimana

Lasciato da parte ogni imbarazzo, l’ideale è cominciare la ginnastica tonicizzante a partire dalla 4-6 settimana dopo il parto, quando i tessuti si sono completamente cicatrizzati e assorbiti.
È questo il periodo in cui gli organi addominali riprendono la loro posizione originaria all’interno della cavità addominale.
Il tempo di attesa dopo il parto è tuttavia necessario ad assicurare efficacia all’esercizio che si andrà poi ad operare.

La seduta inizia con la presa di coscienza generale della parte da trattare. Nella seconda, invece, si passa ad un tipo di ginnastica vera e propria, fino ad apprendere i movimenti da fare durante le situazioni “a rischio”, così da renderli con il tempo automatici.
La ginnastica perineale va effettuata un quarto d’ora al giorno per 3 giorni alla settimana, stando attenta a non spingere mai verso il basso, ma stringendo e “risucchiando” verso l’alto senza trattenere il respiro durante la fase di contrazione.

Non sempre la ginnastica perineale è efficace se eseguita spontaneamente, o in un centro specializzato. Talvolta si rivela necessario sperimentare tecniche di riabilitazione più intensive come l’uso dei farmaci o l’intervento chirurgico.

Tra i trattamenti a disposizione:
- La chinesiterapia pelvi-perianale: un’intensa ginnastica manuale eseguita manualmente dal ginecologo sul muscolo basso ai lati della parete vaginale.
- La biofeedback terapia (BFB), utile a sollecitare le contrazioni dei muscoli tramite una sonda inserita in vagina e un rilevatore esterno.
- La stimolazione elettrica funzionale (SEF), che sollecita e potenzia i muscoli del pavimento pelvico e funziona come una ginnastica passiva.

Gli esercizi

La presa di coscienza
Per acquisire familiarità con questo muscolo, prima di iniziare la ginnastica vera e propria, comincia con un semplice esercizio denominato “pipì-stop”. Quando fai pipì, cerca di arrestare il flusso a metà, e poi avvialo di nuovo. Esegui l’esercizio per acquisire familiarità con determinati muscoli, ma non esagerare e limitati solo ad un paio di due volte al giorno, per non compromettere il corretto svuotamento della vescica.
Quando ti senti completamente a tuo agio passa agli esercizi di rinforzo e bonificazione.

La ginnastica vera e propria
1) In posizione supina alza lentamente il bacino, stringendo i muscoli perineali, espirando  lentamente.
2) Siediti sui talloni e piega in avanti il busto con le braccia distese e la fronte che tocca terra. Sollevati carponi e contrai addominali, glutei e i muscoli pelvici.
3) Supina a gambe leggermente divaricate e flesse, stringi un pallone con l’interno coscia.
4) Posizionati in piedi e inserisci una palla morbida tra le caviglie, cercando di avvicinarle.
5) Da supina, porta le ginocchia verso il petto avvolgendole con le braccia. Solleva per qualche secondo il busto e quindi torna in posizione lentamente con la schiena.


La spontaneità del gesto deve diventare automatica e, per facilitare questa contrazione, è possibile iniziare eseguendo dei colpi di tosse volontari, ma anche fare una serie di saltelli o sollevare un peso da terra piegandoti sulle ginocchia.

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