GRAVIDANZA

Preeclampsia: l’importanza dei controlli periodici

La Preeclampsia è una malattia che si presenta in gravidanza e dai contorni ancora piuttosto oscuri, ma dalle gravi conseguenze per mamma e bambino. Batterla sul tempo è possibile solo conoscendola e sottoponendosi ai controlli mensili.
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L’identikit della patologia

La preeclampsia, anche detta gestosi, è una patologia molto antica, ma dalle cause scatenanti ancora oscure. Si tratta di un disturbo diagnosticato quando la donna in attesa presenta una pressione arteriosa uguale o superiore a 140/90mm Hg, accompagnata da una concentrazione superiore alla norma di proteine nelle urine.

La preeclampsia si manifesta in gravidanza con convulsioni e possibili danni celebrali dovuti ad una tendenza alla coaugulazione eccessiva del sangue e alla relativa formazione di trombi e va pertanto  monitorata periodicamente a seguito di una diagnosi precoce.

I principali sintomi

I sintomi più allarmanti della preeclampsia, in passato, includevano il gonfiore agli arti inferiori, un sintomo oggi poco indicativo perchè esteso anche alle gravidanze regolari. A volte questa patologia si manifesta subito in forma grave, mentre altre volte in forma lieve, anche se la sua evoluzione nel tempo è sempre imprevedibile.

I fattori rischio sono i soggetti affetti da obesità, o quelli con ipertensione materna sussistente fin dalla prima della gravidanza, le malattie cardiovascolari, ma anche il fattore genetico non è da sottovalutare.
Si registra, inoltre, una maggioranza di casi statistici nelle donne alla prima gravidanza o nelle gravidanze gemellari.

Le misure del caso

C’è chi sostiene che il parto sia l’unica cura possibile a questo disturbo, perché solo dopo la nascita la malattia si attenua gradualmente. Un manifestarsi troppo precoce, però, impone di anticipare il parto, non consentendo al piccolo di completare la sua crescita nella pancia.

Nelle forme più lievi vengono prescritti il riposo assoluto e una cura a base di farmaci non invasivi per il feto. Nei casi più gravi, invece, il monitoraggio avviene in ospedale o nelle strutture specializzate a riconoscerne la gravità del caso e a predisporre l’accoglienza per un eventuale parto prematuro.

Le cure preventive

Le cure preventive passano da un corretto monitoraggio osservato attraverso accorte analisi del sangue e controllo delle urine periodico, in modo tale da poter intervenire con farmaci leggeri, nel caso se ne verificasse la necessità.  Da tempo si pensa alla possibilità di intervenire somministrando una cura preventiva a base di aspirina, che non risulta comunque efficace quando la malattia è manifesta.

A parte queste semplici precauzioni di routine non esistono altri modi specifici per prevenire la preeclampsia, né abitudini alimentari in grado di ridurre il rischio di questo disturbo, anche se numerosi studi stanno cercando di fare chiarezza e regalare più sicurezze alle future mamme.


Le nuove frontiere

L’incidenza di questo disturbo nella popolazione femminile italiana è fortunatamente molto bassa, dell’1%, anche se, nonostante la gravità della circostanza, i fondi riservati alla ricerca di una causa del disturbo sono molto inferiori rispetto ad altre malattie.

Attualmente, in tutto il mondo, i ricercatori stanno tentando di individuare parametri biofisici in grado di permettere un’identificazione a priori delle mamme a rischio e sottoporle, quindi, a controlli più assidui e trattamenti specifici. La raccomandazione principale che gli esperti si sentono di fare è quello di abituarsi ad una corretta misurazione della pressione e di mantenere un controllo accorto e coscienzioso del proprio stato di salute.

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