ADOLESCENZA

Cibo e adolescenza: un rapporto difficile

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Adolescenza e trasformazioni

L’adolescenza è una fase di transizione e cambiamenti che coinvolge le abitudini dei ragazzi, stravolgendole. La rivoluzione è specialmente fisica perché, oltre alla crescita e sviluppo, è durante l’adolescenza che il corpo e le sue trasformazioni vengono poste al primo posto nell’attenzione del ragazzo.
Se normalmente il corpo in crescita riesce a calibrare forze ed energie e a raggiungere un proprio equilibrio energetico, può succedere che i turbamenti emotivi tipici dell’adolescenza, ma anche il ciclo o l’acne possano provocare un calo d’appetito riducendo la dieta quotidiana del ragazzo fino al limite.

Quello che normalmente si definisce con stress emotivo altro non è che un’attenzione maniacale per la propria immagine connessa alla richiesta di accettazione del ragazzo nei confronti dei suoi coetanei. I disturbi alimentari che spesso conseguono a questa fase di repentine trasformazioni non sono che richieste d’amore e di conferme disperate. La famiglia e le sue regole sono fondamentali per accompagnare il ragazzo in questo percorso di crescita, non sempre facile, per rassicurarlo, ma anche per educarlo alla salute e al benessere.
In questa fase delicata l’attività fisica è fondamentale. Lo sport, infatti, non è solo necessario alla prevenzione di disturbi cronici (e molto gravi) quali il diabete e l’osteoporosi, ma contribuisce anche a far accrescere la consapevolezza del proprio corpo, aiutando la socializzazione ed un inserimento meno problematico tra i coetanei.

Disturbi alimentari e sintomi

Tra i disturbi alimentari tipici di questa fase, come ben sappiamo, c’è l’anoressia: una malattia gravissima che colpisce per un 95% le donne in una fascia d’età collocabile tra i 15 e i 25 anni. Il percorso verso l’anoressia inizia solitamente con una dieta molto ferrea, passa per un controllo maniacale delle calorie ingerite e il rifiuto del cibo con la conseguenza di intaccare le funzioni vitali del corpo stesso.
Al pari dell’anoressia troviamo la bulimia e il DAI, il disordine alimentare incontrollato. In entrambi i casi il ricorso al cibo subentra per colmare un vuoto emotivo ben preciso. In questo caso il senso di disagio è raddoppiato dal senso di colpa seguito all’abbuffata che costringe la persona ad escogitare pratiche pericolose per smaltire le calorie in eccesso.

In tutti questi casi, così come nell’obesità, una vera e propria malattia che colpisce moltissimi adolescenti, la depressione, l’insicurezza e la paura di un giudizio sono le cause scatenanti di questo rapporto altalenante con il cibo.
Il supporto della famiglia, in questi casi, non basta, ma è fondamentale ricorrere alla professionalità di un medico specialista. La guarigione, tuttavia, è un processo molto lungo che richiede tempo ed energie perché, oltre a correggere il peso e le abitudini alimentari del ragazzo, c’è in ballo specialmente la sua autostima che va riguadagnata cercando di superare le proprie angosce e debolezze.

Le buone abitudini

Proprio per non incorrere in questo tipo di disturbi, ma per educare il ragazzo all’importanza di una sana e costante alimentazione, è fondamentale che l’adulto impartisca qualche facile e chiara regola e suggerimento.

- Mangiare è prima di tutto un piacere da condividere con famiglia e amici. Durante il pranzo e la cena, fin da piccoli, è importante assaggiare un po’ di tutto, variare spesso i cibi e dimostrare curiosità!
- La colazione è fondamentale per iniziare la giornata con l’energia necessaria e per affrontare i numerosi impegni che ogni giovane ha nel corso della giornata.
- E’ importante bere spesso per reintegrare i liquidi persi nel corso della giornata. Questo consiglio vale specialmente se il ragazzo pratica molto sport.
- La dieta, se necessaria, è sempre personalizzata e consecutiva ad una visita da un esperto dietologo. L’alimentazione consigliata è comunque sempre varia e ricca di frutta e verdura, ma anche di carne e pesce, consumati solo di rado.
- È bene non permettere ai propri figli di mangiare da soli, ma di condividere il momento del pasto con gli altri, specialmente con il resto della famiglia. Il pasto non è solo ‘desiderio di sfamarsi’, ma un momento di convivialità, comunicazione e scambio di idee: una riunione quotidiana della famiglia che deve avvenire, preferibilmente, ad orari convenuti e sempre gli stessi.

Il cibo amico

Proprio perché l’adolescenza è un periodo di crescita e sviluppo repentino, ci sono alimenti che non possono mai mancare in tavola, quotidianamente.
In quanto genitore è opportuno assicurarsi della presenza di questi elementi essenziali nell’alimentazione del proprio figlio educandolo, fin da subito, ad esigere il meglio da quello che mangia.

- Calcio e ferro sono elementi vitali, specialmente per le ragazze. Il ciclo mestruale, infatti, fa aumentare la richiesta di ferro conducendo all’anemia e all’incapacità di affrontare con energia gli impegni quotidiani, ma contribuendo invece a lasciare posto alla fatica e all’insicurezza.
- Verdure e ortaggi sono essenziali per un apporto giornaliero di fibra, potassio, calcio e ferro
- La carne è imprescindibile: ricca di proteine è una fonte inesauribile di vitamine del gruppo B e di minerali.
- Il pesce è un alimento ricco di proteine ad alta digeribilità ricco di vitamina A e D. Anche i crostacei, ricchi di fluoro e sodio, vanno consumati con regolarità, ma non quotidianamente.
- La frutta fresca è lo spuntino perfetto con cui spezzare la mattinata o il pomeriggio. Da non sottovalutare neanche l’importanza della frutta secca (noci, mandorle, pinoli e nocciole) che contengono una quantità elevata di proteine e minerali, come il ferro e il calcio.

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