ADOLESCENZA

Adolescenti: istruzioni per l'uso

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Chi è l’adolescente tipo di questo millennio? E' un adolescente poco o nulla diverso dai suoi coetanei dei decenni passati. L’adolescenza resta quella che è sempre stata: una fase di passaggio, dunque un’età critica, che porta con sé una rottura. Come potrebbe sentirvisi a suo agio un ragazzino? Ecco il ricorso all’aggressività, al comportamento sregolato, al disordine esteriore che rispecchia una confusione interiore. Niente di nuovo sotto il sole, ma ugualmente atteggiamenti contestatori che possono mettere i difficoltà o disorientare anche i genitori più preparati.

Se una novità c’è, rispetto al passato, è che l’adolescenza comincia un po’ prima. Secondo un sondaggio apparso sul Corriere Salute, sempre più presto i nostri ragazzi tendono a bere, fumare, soffrire di depressione – quasi il 14% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni si sentono depressi -; sempre più spesso cedono all’uso di droghe – circa il 30% dei 18-20enni vi ricorre -, e in molti casi assumono atteggiamenti violenti o teppistici, specialmente quando sono in gruppo. Di buono, sempre secondo il sondaggio, c’è invece che i ragazzi credono ancora nella famiglia, a dispetto delle apparenze, e anzi oltre l’80% di loro vede in essa il valore più importante. A ruota seguono l’amore e l’amicizia, più distaccate libertà e democrazia, e l’affermazione di sé. Agli ultimi posti lavoro, denaro e fedeltà.

Proprio da questi aspetti luminosi genitori ed educatori devono trarre lo spunto per avvicinarsi ai ragazzi e proporre un modello costruttivo, superando le immancabili difficoltà di comunicazione. In quest’ardua impresa può essere d’aiuto il libro del pedagogista Alessandro Costantini, Tra regole e carezze (Carocci Editore). Per costantini la tattica vincente consiste nel saper negoziare, scendere a patti con i propri figli per venirgli incontro. Se, ad esempio, un ragazzo rientra tardi la sera è utile spiegargli che capiamo la sua esigenza di stare con gli amici, ma anche lui deve capire le nostre preoccupazioni. Un compromesso può essere di lasciargli più libertà a patto che ci presenti qualche amico e ci faccia sapere dove si trova quando esce. Se il ragazzo vuole farsi tatuaggi e piercing vietarlo non serve a nulla, come l’eccessivo rigore in genere. Molto meglio concedergli un innocuo orecchino proponendogli di riflettere sulle conseguenze di un tatuaggio indelebile e magari anche sui rischi di un piercing alla lingua.

Costantini stila anche un “decalogo del buon educatore” . Le prime due regole sono: rispettare i figli e rispettare sé stessi. Ai figli va riconosciuta una propria personalità, accettandone anche i lati che ci piacciono di meno, così facendo otteremo maggiore rispetto a nostra volta. Ma il genitore deve avere anche rispetto di sé stesso. Se si sacrifica troppo per i figli questi tenderanno a diventare egocentrici. Altre regole:

  • Dare affettività: attraverso sorrisi, abbracci, coccole, il figlio viene rassicurato sul suo posto in famiglia e nel mondo

  • Dare regole: perché i bambini e i ragazzi hanno bisogno di limiti per dare un senso all’ambiente che li circonda

  • Valorizzare la persona: per rinforzare l’autostima dei ragazzi

  • Non essere autoritari: perché altrimenti si soffoca la comunicazione e si provoca il risentimento

  • Non essere troppo permissivi: perché i ragazzi hanno bisogno sì di esprimersi, ma restando entro limiti ben chiari.

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