L'odore di plastica bruciata è inconfondibile: chimico, penetrante e spesso accompagnato da un senso di urgenza. A differenza di un alimento bruciato in cucina, questo odore indica quasi sempre che un componente sintetico o un isolamento elettrico si sta surriscaldando. Individuare la fonte non è solo una questione di comfort, ma una priorità per la sicurezza della tua abitazione.
Prese elettriche e cablaggi surriscaldati
La causa più frequente e pericolosa è un problema all'impianto elettrico. Se una presa è allentata o un cavo è danneggiato, si può verificare un arco elettrico che genera calore intenso, fondendo il rivestimento in plastica dei fili. Controlla se le placche degli interruttori sono calde al tatto o se presentano segni di ingiallimento o bruciatura. Se l'odore sembra provenire dalle pareti, è fondamentale staccare l'interruttore generale e chiamare immediatamente un elettricista per evitare il rischio di incendio.
Elettrodomestici e motori in sofferenza
Spesso la colpa è di un elettrodomestico con il motore sotto sforzo o un componente interno in cortocircuito. Lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici sono i sospettati principali: un nastro trasportatore che slitta o una scheda elettronica che si fonde possono sprigionare vapori tossici e odore di plastica. Se senti l'odore mentre un apparecchio è in funzione, scollegalo subito dalla corrente e ispeziona la spina per verificare che non ci siano segni di fusione sui poli.
Oggetti estranei su fonti di calore
In alcuni casi, la causa è più banale ma altrettanto fastidiosa: un oggetto di plastica (come un contenitore, un giocattolo o un sacchetto) dimenticato vicino a un termosifone, sopra il tostapane o caduto sulla resistenza della lavastoviglie. Anche un piccolo frammento di pellicola trasparente che tocca una lampadina alogena può generare un odore persistente. Verifica sempre che le fonti di calore siano libere da ingombri e che non ci siano residui plastici fusi sulle superfici calde.