PSICOLOGIA

L'importanza della puntualità

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Molte persone non hanno un buon rapporto con l'orologio e nonostante innumerevoli sforzi non riescono a mantenere la puntualità finendo per allungare i tempi sul lavoro e dimenticare spesso impegni e ricorrenze. Il ritardo cronico è legato a motivi differenti a volte riguardati avvenimenti accaduti durante l'infanzia altre ad aspetti psicologici particolari.

Per alcuni l'impulso a ritardare decisioni e commissioni, a non rispettare gli orari, ha origine lontane. Se la famiglia ha sempre dato molta importanza alla puntualità o i genitori hanno sempre imposto orari rigidi, è possibile che da adulti avvenga una sorta di reazione contraria e si cercherà un modo per trasgredire ad una rigida regola che si doveva mantenere da piccoli. In questo caso si può alleggerire le giornate da incombenze inutili, impegni che fin da bambina erano considerati un peso e concentrare l'attenzione sulle scadenze inevitabili senza creare un affollamento di obblighi.

Ritardi e mancanze potrebbero anche avvenire perché si desidera mettersi in evidenza. Questo è infatti un espediente compiuto involontariamente per attirare gli altri e riceverne attenzioni particolari. Lasciare amici e parenti in estenuante attesa diventa un modo per accrescere in loro il desiderio della propria presenza, è una forma errata per sentirsi maggiormente amati e al centro dell'interesse. La motivazione che porta a questo comportamento è probabilmente dovuta al fatto che non si è sufficientemente sicuri di sé e dell'amore che ci circonda. In questo caso bisogna cercare di chiedere la stima degli altri in modo più esplicito. Con i colleghi si può scegliere situazioni rilassanti come la pausa caffè per cercare di aprirsi e farsi conoscere meglio mentre con gli amici ed i parenti si può essere più schietti ed esprimere senza timore questo bisogno di affetto che sicuramente queste persone non mancheranno di dimostrare.

Il ritardo ad un appuntamento può anche avvenire per timore di rimanere da soli magari in una vuota sala d'aspetto. In quel luogo solitario si ripresenta, in un contesto completamente differente, l'ansia dell'abbandono che si provava in infanzia. Se l'idea di essere il 'primo' arrivato provoca ansia bisogna innanzitutto superare la paura di rimanere soli con se stessi. Invece di guardare l'orologio in maniera ossessiva in attesa del proprio turno è sufficiente concentrare l'attenzione su qualche altro oggetto come il cellulare e mandare un sms all'amica del cuore o portare con sé un libro che vi appassiona profondamente.

Per tutti i ritardatari cronici vale sempre il consiglio di compilare giornalmente una lista degli impegni eliminando quelli non necessari, anticipare gli orologi di almeno cinque minuti, pianificare prima i tempi e i modi per realizzare ciò che si deve fare, ma anche riflettere se il ritardo cronico non sia dovuto, per esempio, ad una voglia di cambiamento professionale o intimo, un segnale che la mente ci trasmette e che non dobbiamo trascurare.

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