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Bambini maleducati: se fosse colpa dei programmi per ragazzi?

L'esposizione ai programmi tv o web può essere pericolosa in termini di buona educazione. Fai molta attenzione a che cosa guarda il tuo bambino e prova a guidarlo verso un pensiero più critico.
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Passi le giornate a ripetere a tuo figlio quali sono le buone maniere, come bisogna comportarsi con gli altri, e lui si esibisce in mosse di karate e in boccacce sguaiate? Tranquilla, è tutto normale. Non colpevolizzarti oltremodo e non dare la colpa neanche agli amichetti. A partire dagli 8 anni, molti bambini iniziano a rivolgersi soprattutto ai coetanei per avere informazioni sui vestiti e sulle mode. Anche questo è normale, quello che però può avere influenze neagative sono i cosiddetti programmi tween.

Sono spesso rivolti a bambini di sette o otto anni, ma sono promotori di comportamenti tipici di ragazzini 10 e 11 anni, perché questo è ciò che quei bambini più piccoli aspirano ad essere. Fai ancora più attenzione, se i tuoi figli usano la rete e canali come Youtube.

I bambini non sono solo esposti a programmi televisivi, che in una certa misura sono controllati dagli studi di produzione televisiva, ma vengono esposti a molti video, che hanno standard davvero diversi rispetto alle trasmissioni televisive. Come difenderli? Ovviamente devi regolare l’esposizione mediatica mettendo delle regole severe e poi devi insegnare ai tuoi figli a pensare in modo critico a ciò che stanno guardando e come si relaziona alla vita reale.

È anche una buona idea trovare un momento tranquillo per parlare a tuo figlio di ciò che hai notato nel suo comportamento. I bambini di questa età non capiscono necessariamente che alcune cose in TV non vanno bene nella vita reale, quindi spiegaglielo. Se, dopo aver definito chiaramente le tue aspettative, il comportamento continua, sarebbe giusto interrompere la visione del programma, almeno per un po’.

Per aiutare tuo figlio a trovare altre opzioni, prova a fare qualche ricerca per programmi che abbiano caratteristiche di suo gusto ma linguaggi o atteggiamenti più appropriati. Ad esempio, se tuo figlio si imbatte in uno YouTuber che parla di sport, ma in un modo non del tutto appropriato per i bambini, potresti andare a caccia di uno spettacolo sportivo a misura di bambino. È faticoso, hai ragione. Ne vale però la pena.

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