LAVANDERIA

Dimmi che bucato fai e ti dirò chi sei

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Fare mente locale su un gesto tanto meccanico sembra strano, pensandoci mi sono resa conto che il modo con cui faccio il bucato mi rispecchia in pieno, raccontarmi attraverso quale detersivo scelgo è un viaggio dentro di me perché è proprio vero che i nostri gesti quotidiani svelano tanto di come siamo.

Non ho un lavoro “dalle 9 alle 5” e posso gestire bene i tempi per tutte le questioni familiari, un lavoro libero professionale è molto comodo in questo senso, alla fine però mi rendo conto che passo a lavorare molte più ore delle classiche otto giornaliere e qualche cosa deve per forza finire in coda sulla tabella di marcia, relegata a pochi minuti. Ovviamente da me finiscono in coda i mestieri di casa, per questo motivo il bucato non deve portarmi via troppo tempo ma deve anche regalarmi un buon risultato e strizzare un occhio all’ambiente.

Non sono una ecologista fissata, le comodità mi piacciono, ma contemporaneamente vorrei evitare di lasciare un pianeta invivibile ai miei figli. I miei bambini sono due maschietti in età scolare, non ti dico come tornano a casa dopo scuola, le ginocchia dei pantaloni sono sempre sporche (molto sporche) di fango o di erba e togliere quelle macchie non è facile. Il risultato è che vivo parecchie contraddizioni giornaliere, prima di fare qualcosa o di scegliere un prodotto ci rifletto bene e penso a come trovare un compromesso tra le mie abitudini e quello che è sostenibile.

Nella scelta del detersivo, qualsiasi detersivo, mi guida prima di tutto il naso. Ho un senso dell’olfatto molto sviluppato e quindi evito tutti quelli che mi fanno venire il mal di testa, letteralmente, mentre tendo a preferire quelli con i profumi più tenui e naturali.

Prima non stavo a controllare il dosaggio, siccome uso solo i detersivi liquidi versavo a caso, poi mi sono documentata. Usare troppo detersivo non è solo inutile ma è anche dannoso per l’ambiente e la lavatrice e poi mi fa sprecare soldi. Meglio seguire le indicazioni di lavaggio sui flaconi in modo scrupoloso.

Un sistema per non dover controllare la quantità ma essere sicura di mettere sempre la quantità ideale è usare le Dixan Duo-Caps, per la biancheria di cotone come per le cose più delicate e colorate, e non perdo neppure un secondo più di quello che serve per metterle direttamente nel cestello, sono comodissime. 

Un’altra cosa che ho eliminato quasi completamente sai cos’è? 

Il ferro da stiro e i lunghi (e noiosi) tempi dello stirare, ho imparato tutti i trucchi che mi permettono di ottenere un bucato senza pieghe. 

I trucchi sullo stiro, anzi il no-stiro, te li racconto prossimamente qui su DonnaD, ce l’ho già segnato in agenda e mi sa che è un tema che ti interessa molto, oppure sei tra le poche donne che amano stirare?

Alessia Gribaudi Tramontana
Scritto da:

Alessia Gribaudi Tramontana

Sono la felice proprietaria di alcuni blog, troppe passioni e di una famiglia di “tipi da spiaggia”! 44 anni e due figli, sempre online e molto social per lavoro e per diletto. Faccio la Social Media Strategist e la Blogger, ma soprattutto sono una donna (e una mamma) che non rinuncia a fare tutto quello che ama. Troppo difficile? No se come me sei devota al dio della massima resa con il minimo sforzo. Sui social puoi trovarmi un po’ dappertutto come @Alescrap.

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