ESTERNI

Nomadismo contemporaneo

Il concetto di nomadismo, nell'era della rivoluzione digitale, sta mutando i percorsi professionali e di consumo, allargando le frontiere multiculturali e conferendo anche all'ambiente domestico una maggiore flessibilità;.
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Per scelta o per casualità, un numero sempre maggiore di persone ha a che fare con una vita fatta di continui spostamenti: sono giornalisti, fotografi, scrittori, artisti, informatici, designers, per i quali le nuove tecnologie costituiscono uno strumento di lavoro e di comunicazione indispensabile. Sono “I nuovi nomadi” , a cui qualche anno fa la scrittrice Arianna Dagnino dedicava un libro, identificandoli come “coloro che, per stile di vita, amano attraversare frontiere fisiche e psichiche. Si fanno contaminare da saperi e linguaggi diversi, rifiutano di radicarsi in un’identità fissa, costrittiva ed infelice. Sono i pionieri di un nuovo modo di intendere il lavoro (mobile), la carriera professionale (multipla), il modo di relazionarsi con gli altri (vero, senza diaframmi)”.

All’ipotesi di nuovi modelli abitativi è stata dedicata anche una rassegna del Salone del Mobile di Parigi: nella sezione Worldwide, sotto una gigantesca struttura gonfiabile trasparente a forma di bolla, alcuni designers hanno messo in mostra futuristici scenari possibili del vivere contemporaneo. M Pod for Living è il progetto realizzato dall’australiano Steven Blaess per alcuni suoi clienti di Dubai. La casa, installata nel deserto, si compone di elementi prefabbricati facili da montare e smontare. Il tetto è coperto di placche in ceramica che racchiudono cellule fotovoltaiche, mentre la struttura è provvista di un sistema per l’aria condizionata e di uno per la raccolta e la depurazione dell’acqua piovana. L’idea è quella di poter viaggiare ovunque, portando con sé “il proprio guscio”, indipendentemente dalle condizioni metereologiche delle destinazioni. Un modo di esistere assolutamente moderno. Altrettanto originale l’elemento abitativo trasparente totalmente autonomo Solar Seed, creato da Ross Lovegrove ed alimentato dall’energia solare.

Nella mobilità che li contraddistingue, lo spazio abitato non è più un luogo ancorato al suolo o scritto nel tempo, quanto piuttosto un nido mobile, che li segue nei loro spostamenti e riflette uno stile di vita all’insegna dell’essenzialità. Al nomadismo contemporaneo e al concetto di vivere per il mondo si ispirano le stravaganti proposte del libanese Pascal Tarabay e della sua collaboratrice colombiana Catalina Tobon, che già lo scorso anno al Salone Saltellite hanno presentato il progetto Homes, una casa portatile racchiusa in una piccola borsa, che all’occorrenza si apre e si trasforma in un tappeto super attrezzato, con tutto il necessario per vivere in una stanza: l’area pranzo, la zona per la lettura, il porta CD ed una scatola segreta per riporre gli oggetti personali. I due designers hanno creato anche un vero e proprio kit per il nomade, composto da una barra cablata per organizzare una cucina trasportabile, completa di frigorifero-shopper e di secchiello lavastoviglie; i vari pezzi si ricaricano quando vengono appesi.

Per chi non ama gli ingombri eccessivi, il giovane designer basco Martín Ruiz de Azúa ha creato la “Casa Basica” , un oggetto misterioso realizzato in poliestere metallico resistentissimo, che ripiegato su se stesso si può tenere in tasca, e gonfiato con l’aria o con il calore corporeo, si trasforma in un etereo rifugio di 2x2x2 metri. Reversibile, ha un lato argentato che protegge dal caldo ed uno dorato come barriera contro il freddo. Ideale per le situazioni di estrema emergenza.

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