San Valentino è una ricorrenza molto amata: negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso un modo più consapevole di celebrarlo. L’idea di fondo è evitare ciò che dura un giorno e puntare su scelte che hanno un impatto positivo più lungo, sia per chi riceve sia per l’ambiente. La sostenibilità entra così nella sfera affettiva, con doni più ragionati e più vicini ai bisogni reali. Ecco, allora, quali sono i regali sostenibili di San Valentino che noi faremo e quali sono quelli che, invece, abbiamo deciso di non fare per nessuna ragione al mondo.
I regali sostenibili che ci piacciono
- Le esperienze al posto degli oggetti sono sempre graditi: un biglietto per una mostra, una cena in un ristorante locale che valorizza prodotti del territorio, un laboratorio artigianale da provare insieme. Insomma, tutto ciò che crea un ricordo e non genera rifiuti funziona sempre.
- Prodotti artigianali o realizzati in piccoli laboratori sono la scelta migliore: dal gioiello creato a mano alle ceramiche di un laboratorio vicino casa, ogni pezzo porta con sé un valore aggiunto che non esiste nella produzione industriale. Sono regali unici, creati con materiali e processi spesso più sostenibili rispetto al consumo di massa.
- Non possiamo tralasciare, poi, i doni utili e riutilizzabili, come thermos di qualità, borse in tessuti resistenti, kit per la cura della pelle con packaging ridotto, candele in cera naturale ricaricabili. La logica è ridurre gli sprechi e puntare su ciò che serve nella vita quotidiana, senza finire dimenticato in un cassetto.
- Perché non regalare piante al posto dei fiori recisi? La prima vive, cresce e diventa parte dell’ambiente domestico ed è un regalo che dura e che può essere curato nel tempo. Si tratta di una scelta decisamente più responsabile.
- Via libera anche ai regali digitali, come abbonamenti online, e-book, corsi a distanza. Funzionano se si conoscono gli interessi della persona.
I regali che eviteremo di fare
- Peluche, gadget e oggettistica “usa e dimentica”: ono carini all’inizio, ma raramente durano. Riempiono gli spazi e hanno poco senso pratico.
- Fiori provenienti da filiere poco trasparenti: il bouquet è un classico, ma spesso ha un costo ambientale significativo. Non è necessario rinunciarvi del tutto, ma possiamo scegliere alternative locali o direttamente una pianta, riducendo l’impatto.
- Prodotti confezionati in plastica e packaging eccessivi, con scatole enormi, involucri inutili, nastri e decorazioni che durano mezza giornata. Tutto questo non ci serve: preferiamo confezioni minime, materiali riciclabili o riutilizzabili.
- Diciamo no anche ai regali comprati all’ultimo minuto senza logica. Un regalo sostenibile è prima di tutto un regalo pensato, scelto con anticipo e senza pressione.