Arriva un momento, spesso quasi senza accorgercene, in cui la stanchezza dopo il lavoro smette di essere una semplice conseguenza di una giornata intensa. Si torna a casa svuotati, si rimandano anche le cose che piacciono, il telefono sembra pesare più del solito e persino iniziare una nuova giornata lavorativa richiede uno sforzo. Ma come capire se si tratta di stress o sovraccarico da lavoro?
Quali sono le differenze tra stress e sovraccarico da lavoro
Lo stress non è necessariamente negativo. Una certa dose di pressione può aiutarci a concentrarci, rispettare una scadenza o affrontare una situazione nuova. Il problema nasce quando lo stato di allerta diventa quasi permanente e non troviamo più il tempo per recuperare.
Il sovraccarico, invece, ha molto a che fare con la sproporzione tra ciò che ci viene richiesto e le risorse che abbiamo a disposizione. Può essere utile chiedersi:
- Ho semplicemente avuto una settimana particolarmente pesante? Oppure mi sento così da settimane o mesi?
- Riesco a recuperare durante il weekend?
- Quando finisco di lavorare, riesco davvero a “staccare”?
- Mi capita di pensare al lavoro anche mentre faccio altro?
- Ho difficoltà a concentrarmi su attività che prima svolgevo senza problemi?
- Mi sento irritabile o continuamente sotto pressione?
La durata è un elemento importante. Una giornata difficile può capitare a chiunque. Se, invece, la sensazione di essere sopraffatti diventa la normalità, vale la pena prenderla sul serio.

Come capire perché si è stanchi al lavoro
La stanchezza non è sempre proporzionata al numero di ore lavorate. A volte otto ore piene di riunioni, messaggi, interruzioni e decisioni possono lasciare più esausti di una giornata apparentemente più lunga ma organizzata diversamente.
C'è anche una fatica meno visibile: quella di dover continuamente cambiare priorità. Un'e-mail arriva mentre stiamo completando un'attività. Una telefonata interrompe la concentrazione. Una nuova urgenza modifica il programma della mattina. Alla fine della giornata abbiamo lavorato molto, ma possiamo avere la sensazione di non aver concluso nulla.
E c'è un'altra domanda utile: quando arriva la sera, siamo stanchi fisicamente oppure mentalmente? Nel primo caso può bastare, almeno qualche volta, il recupero. Nel secondo, soprattutto se la testa continua a ripercorrere attività, problemi e scadenze, potrebbe esserci un carico cognitivo che merita maggiore attenzione.

Cosa fare e cosa non fare
La prima cosa da evitare se siamo esausti è non costruire una nuova lista di cose da fare per “tornare efficienti”. A volte il primo passo è togliere qualcosa.
Nella nostra esperienza, ecco cosa ci ha aiutato:
- Separare ciò che è urgente e importante da tutto il resto. Non tutto ciò che arriva deve essere affrontato immediatamente.
- Ridurrele interruzioni è fondamentale: stabilire alcuni momenti precisi per controllare e-mail e messaggi può restituire un po' di continuità al lavoro.
- Una pausa davanti a un'altra schermata non sempre è una pausa. Anche pochi minuti lontano dalla scrivania, possibilmente senza controllare il telefono, possono rappresentare un'interruzione reale del ritmo lavorativo.
- Per qualche giorno può essere utile annotare semplicemente quando ci si sente più scarichi: a volte il pattern emerge rapidamente.
- Parlare del carico di lavoro è forse il passaggio più difficile. Se il problema è oggettivamente il numero di attività, cercare di diventare più efficienti potrebbe non essere sufficiente. Bisogna anche poter discutere priorità, tempi e risorse con chi organizza il lavoro.
Ci sono, poi, delle trappole nelle quali non bisogna mai cadere. Ecco gli errori da non fare:
- Considerare la stanchezza una colpa.
- Rispondere automaticamente a ogni messaggio fuori dall'orario di lavoro.
- Compensare settimane difficili lavorando ancora di più.
- Aspettare che il corpo “si abitui” a una situazione che continua a peggiorare.
Per iniziare a capire quanto siamo stanchi e perché lo siamo, bisogna farsi una domanda e rispondersi con sincerità: “Se domani non dovessi lavorare, riuscirei davvero a rilassarmi?”. Se la risposta è sì, probabilmente abbiamo bisogno solo di recuperare. Se invece la risposta è “no, continuerei a pensare a quello che devo fare lunedì”, vale la pena osservare più attentamente il livello di pressione che stiamo vivendo.