Per anni abbiamo parlato di quiet quitting, il fenomeno delle "dimissioni silenziose" di chi decide di fare sul lavoro esclusivamente ciò che è previsto dal proprio ruolo, senza straordinari né disponibilità oltre il necessario. Oggi, però, sembra affacciarsi un nuovo modo di vivere la quotidianità professionale: il quiet thriving.
Che cos'è il quiet thriving
L'espressione indica un atteggiamento diverso. Non significa lavorare meno a tutti i costi, ma cercare di stare meglio nel proprio ambiente professionale, recuperando motivazione e spazi personali.
Il quiet thriving può tradursi in piccoli cambiamenti concreti. Per esempio, dedicarsi maggiormente alle attività che danno soddisfazione, costruire relazioni positive con i colleghi, imparare nuove competenze o trovare un equilibrio più sano tra lavoro e vita privata.
La differenza rispetto al quiet quitting è soprattutto nell'approccio. Nel primo caso si riduce il coinvolgimento per proteggere le proprie energie ed evitare di andare eventualmente in burnout. Nel secondo si cerca invece di ritrovare un senso di benessere senza necessariamente cambiare lavoro o senza ridursi a fare il minimo indispensabile.
Perché il lavoro sta cambiando
La trasformazione del modo di vivere la propria attività lavorativa riflette un'esigenza sempre più evidente: il lavoro non è più percepito soltanto come una fonte di reddito, ma anche come una parte importante della propria identità e del proprio benessere quotidiano.
Dopo anni in cui essere sempre disponibili è stato considerato quasi un valore, cresce il desiderio di stabilire confini più chiari. Non rispondere a una mail fuori orario, prendersi una pausa o rifiutare un'attività che non rientra nelle proprie responsabilità possono diventare gesti di consapevolezza, non di scarso impegno.
Forse il vero cambiamento è proprio questo: non lavorare necessariamente meno, ma imparare a lavorare meglio senza sacrificare tutto il resto.
E tra quiet quitting e quiet thriving, la nuova ambizione potrebbe essere trovare finalmente un equilibrio che ci faccia stare bene.