C'è un momento preciso dell'anno in cui succede quasi a tutti: fuori è caldo, il sole è spesso protagonista delle nostre giornate, il mare diventa una sirena pronta ad ammaliarci con il suo richiamo e noi siamo ancora davanti al computer, mentre la mente ha già fatto le valigie. È il fenomeno dell'"out of office mentale": quella sensazione per cui, pur continuando a lavorare, studiare o gestire la routine quotidiana, iniziamo a immaginarci altrove. Su una spiaggia, in montagna, in una città da scoprire o semplicemente sul divano senza notifiche e impegni.
Non si tratta di distrazione o scarsa concentrazione. Al contrario, secondo diversi esperti di psicologia del benessere, anticipare mentalmente un momento piacevole genera effetti positivi sull'umore e riduce la percezione dello stress.
Perché immaginare le vacanze ci fa stare bene
Molti pensano che il momento più felice di una vacanza sia il viaggio stesso. In realtà, numerose ricerche hanno evidenziato come l'attesa dell'esperienza possa essere quasi altrettanto gratificante.
Quando iniziamo a programmare una partenza, il cervello attiva meccanismi legati alla ricompensa. Sfogliare fotografie, confrontare destinazioni, cercare ristoranti o immaginare le giornate future alimenta emozioni positive che si riflettono sul presente.

I segnali che siamo già in modalità vacanza
Ci sono alcuni comportamenti tipici che molti riconosceranno e che ci suggeriscono che il nostro cervello ha già fatto le valigie per partire per le ferie estive:
- si controlla il meteo della destinazione scelta più volte al giorno;
- si iniziano a salvare idee e itinerari sui social;
- si fanno liste di cose da mettere in valigia con settimane di anticipo;
- si contano i giorni che mancano alla partenza;
- si fatica a mantenere la stessa concentrazione delle settimane precedenti.
Se ci ritroviamo in almeno due di questi punti, probabilmente il nostro out of office mentale è già iniziato.
Quando la testa ha bisogno di una pausa prima ancora delle ferie
La nostra mente è spesso afficata e messa a dura prova, con tutti gli impegni che riguardano il lavoro e la famiglia. Tra scadenze, impegni domestici, gestione dei figli e responsabilità quotidiane, arrivare a giugno con una certa stanchezza è assolutamente normale.
La mente, in qualche modo, cerca di proteggerci. Inizia a costruire una prospettiva diversa, uno spazio mentale nel quale recuperare energie.
Gli psicologi parlano spesso dell'importanza del recupero psicologico: non basta interrompere il lavoro fisicamente, serve anche creare una distanza mentale dalle fonti di stress. Pensare alle vacanze può rappresentare proprio questo primo passo.
Il piccolo rituale che aiuta a staccare davvero
Per cercare di placare la nostra mente e rendere l'attesa delle vacanze il più sostenibile possibile, abbiamo sperimentato un esercizio semplice ma sorprendentemente efficace. L'idea è dedicare dieci minuti alla settimana esclusivamente alla propria vacanza futura. Non per organizzare aspetti pratici o risolvere problemi, ma per immaginare l'esperienza.
Ecco cosa dobbiamo fare:
- spegnere notifiche e distrazioni
- guardare alcune immagini della destinazione scelta
- immaginare una giornata tipo durante le ferie
- concentrarsi sulle sensazioni: il profumo del mare, il silenzio della montagna, il gusto di una cena all'aperto
- tornare poi alle attività quotidiane

I rischi dell'out of office mentale
Se da una parte fantasticare sulle ferie è salutare, dall'altra può diventare controproducente quando porta a vivere le settimane precedenti come un semplice conto alla rovescia. Frasi come "Resisto fino alle vacanze",
"In questo periodo non ho voglia di fare nulla"e "Comincerò a stare bene solo ad agosto" possono trasformare l'attesa in frustrazione.
Gli esperti consigliano di utilizzare l'energia positiva delle vacanze imminenti per migliorare anche il presente. Possiamo però iniziare a introdurre alcuni elementi che ci fanno sentire già meglio. Ad esempio:
- cenare all'aperto quando possibile;
- concedersi una passeggiata serale senza telefono;
- organizzare una piccola gita nel weekend;
- leggere quel libro che aspetta da mesi sul comodino;
- rallentare il ritmo almeno per qualche ora.
Spesso associamo il benessere esclusivamente alle ferie, dimenticando che molte delle sensazioni che cerchiamo possono essere coltivate anche nelle settimane precedenti.