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EROS

E' consentito tradire?

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Dev’essere per forza così se molte donne infedeli additano l’eccessiva gelosia del partner o le sue carenze amatorie quale motivo che le ha spinte a cercare soddisfazione altrove. Dunque molte donne si macchierebbero di tradimento ‘solo’ per uscire dalla routine, da un rapporto che si trascina stancamente e le soffoca? La maggior parte non ha dubbi: secondo un sondaggio ben 7 italiane su 10, d’età compresa tra i 16 e i 45 anni, sono unanimi nell’affermare “viva l’infedeltà!”

Il 69 per cento delle intervistate ritiene infatti che in amore "tutto è lecito". Tradimento compreso, soprattutto se viene perpetrato in primavera ed in estate, stagioni per tradizione più indulgenti alle scappatelle. Tra le potenziali fedifraghe il 23%ha candidamente dichiarato di essere pronto a imbastire una storia clandestina perché il compagno "non sa far l'amore". Ma si tratta solo di imperizia del maschio italiano, evidentemente sempre meno all’altezza della fama che lo accompagna, oppure sotto tali affermazioni si nasconde anche una più grave, perché non riconosciuta come tale, difficoltà di comunicazione - fisica e verbale - tra i partner?.

Ovviamente ci sono altri interessanti dati che emergono dal sondaggio: il 15% delle ‘adultere’ nostre connazionali ammette di tradire semplicemente perché il partner ha smesso di curare la sua persona, rinunciando a vestirsi bene o addirittura prendendo la pessima abitudine di lavarsi poco. Si tratta di un classico che non muore mai. Il 12% delle intervistate ha invece deciso di cedere al tradimento per motivi più spirituali, ovvero perché il partner riusciva a rendersi terribilmente noioso, mentre l'11 per cento non tollerava più la sua asfissiante gelosia.

Incidono in minore percentuale altre cause come un improbabile “gusto del rischio” , sufficiente a spingere all’adulterio un buon 9% delle donne infedeli, mentre il pretestuoso, ma altrettanto divertente "perché russava" raccoglie l’8% dei consensi. Ma non sono solo queste le cause che stanno alla base dei tradimenti più frequenti. Alcune, mosse da spirito femminista, lo fanno “per riappropriarsi della propria autonomia” (6%), altre per ritrovare un'identità che sentono perduta (5%), altre ancora per una definitiva fine dell'amore (3%) o, con un comportamento francamente opportunista e degradante, per soldi (3%).

Per quanto riguarda la classica domanda che, secondo il luogo comune, dovrebbe tormentare l’anima di chi tradisce la persona cui è legata, le donne sembrano non avere alcun dubbio. Quasi l'80 per cento, infatti non rivela o non rivelerebbe mai il suo adulterio al partner. Poco meno del 10 per cento riuscirebbe a trovare il coraggio o il desiderio di rivelare al partner quanto accaduto. Un terzo delle donne adultere preferisce confidarsi con l'amica del cuore, meno di un quinto apre il suo cuore alla mamma, pochissime (appena il 13 per cento) cercherebbe il conforto e l’assoluzione di un confessionale.

In tutto questo mare di ammissioni per certi versi sorprendenti, i sensi di colpa non trovano alcuno spazio. Un piccolo 20 per cento di chi tradisce il proprio uomo confessa di aver provato rimorso o di pensare che lo proverà in futuro. Sono invece più di un terzo quelle che continuano a fare tranquillamente come se niente fosse, mentre per il 15% il rapporto con il fidanzato dopo il tradimento “non è più lastessa cosa”. Infine il 7 per cento ammette che forse, ma evidentemente non ne ha la piena certezza, aveva solo voglia di vendicarsi dichiarando in aggiunta che "con la scappatella ha provato un senso di liberazione, ci ha preso gusto e continuerebbe a farlo". È finita l’era del pentimento!

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