Setacciare la farina e amalgamarla con le uova e col sale. l'usanza antichissima vuole che i pizzichi di sale siano tre, per buon augurio. lavorare l'impasto per renderlo omogeneo e vellutato. si può utilizzare benissimo qualunque macchina per pasta, sia per lavorarlo, sia per stenderlo in sfoglie sottilissime. con l'apposita rotellina tagliapasta ricavare da ogni sfoglia tante strisce lunghe 35-40 cm e larghe 2 cm circa. chiudere ogni striscia di pasta in forma di ciambellina o di tarallo; unire bene le estremità, per evitare che si aprano durante la cottura e, lungo la striscia, pizzicare con le dita la pasta stessa, unendone i lembi, per dare una forma graziosa alle frittelle. allinearle quindi su un panno e, quando saranno tutte pronte, cominciare a friggerle in olio bollente, ricordando il piccolo segreto di tutte le fritture del genere: l'olio deve mantenere sempre la giusta temperatura; troppo caldo brucerebbe la pasta esternamente, lasciandone crudo l'interno; troppo debole la impregnerebbe di unto. regolare perciò bene la fiamma e allontanare ogni tanto la padella dal fuoco. ben dorate e croccanti, lasciare raffreddare bene le frittelle e poi cospargerle generosamente di zucchero a velo.