IDEE IN CUCINA

I drink che scaldano l'inverno

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Le virtù delle bevande calde preparate spesso con l'aggiunta di liquori, frutta e spezie risalgono al Medioevo. Sono stati i monaci ed i marinai ad inventare questi elisir speziati che oltre a scaldare il clima freddo sono diventati veri rimedi naturali contro i malanni della stagione invernale.

Nei paesi del nord viene abitualmente preparato un decotto alcolico chiamato 'grog'. Questa bevanda nasce nel 1740 e prende il nome da Vernon un ammiraglio inglese chiamato dai suoi marinai 'Old Grog' dal tipo di tessuto degli abiti che indossava; egli fece aggiungere dell'acqua al rum servito ai propri marinai per renderli più sobri.

Se vuoi preparala procurati 1 dl di rhum per persona, 10 chiodi di garofano, 2 stecche di cannella e 6/8 cucchiaini di zucchero. Prima fai bollire per qualche minuto dell'acqua, circa 1 bicchiere a testa, unitamente alle spezie, dopo averla passata attraverso un colino versala nel bicchiere nel quale avrai già messo 1 dl di rhum e 3 cucchiaini di zucchero.

Il nostrano 'vin brulé' va bevuto ben caldo perché diventi un'utile bevanda 'antifreddo'. Il mix di polifenoli e alcol insieme al tannino contenuti nel vino, quest'ultimo potente antagonista naturale dei virus del raffreddore, assicurano una benefica vasodilatazione mentre le altre spezie aggiunte al vin brulè procurano ulteriori effetti positivi: la cannella combatte le forme influenzali, la scorza degli agrumi ha una potente azione antisettica e balsamica utile contro i sintomi da raffreddamento e le bronchiti mentre i chiodi di garofano sono eccellenti antibatterici.

ECCO COSA OCCORRE PER PREPARARE IN CASA IL 'VIN BRULÈ':

Ingredienti: 1 litro di vino rosso corposo (per esempio il Merlot), 100 grammi di zucchero, 2 stecche di cannella, 8/10 chiodi di garofano, la buccia di un limone e di un'arancia.
Procedimento: sbuccia un limone e un'arancia tagliando la buccia in modo sottile ed elimina la parte bianca. Prepara una pentola, non antiaderente, ed aggiungici il vino, la cannella, i chiodi di garofano, la buccia dell'arancia e del limone ed infine versa lentamente lo zucchero. Mescola tutti gli ingredienti insieme in modo che lo zucchero si sciolga poi accendi il fuoco e porta ad ebollizione per circa 10 minuti mescolando con un cucchiaio di legno. Se vuoi eliminare l'alcool contenuto puoi 'fiammare' la superficie del vino facendo molta attenzione. Prima di servire passa il vino caldo con un colino.

La versione inglese del 'vin brulè' si chiama 'punch' (nome che deriva da 'pancha' che in indiano significa cinque) . Al posto del vino rosso viene usato del tè (una tazza per persona), un dito di rum, 1/2 stecche di cannella, il succo di 2 arance e la polpa di altre 2, 100 grammi di zucchero. Versa il tè caldo in una caraffa, aggiungi lo zucchero, la polpa ed il succo delle arance e per ultimo il rum, mescola e servi in un bicchiere di vetro con il manico in metallo.

Viene dall'Irlanda una famosissima bevanda calda servita nei locali di tutto il mondo e bevuta ancora oggi dagli irlandesi dopo cena oppure nel pomeriggio per riscaldarsi dalle temperature rigide dell'inverno. L'irish coffee è nato durante la seconda guerra mondiale, creato da un capo barman presente all'aeroporto di Shannon. Per preparare l'irish coffee ti serve uno shaker, del whisky irlandese (3/10), panna fresca liquida (2/10), caffè bollente (5/10) ed un cucchiaino di zucchero di canna. Agita per un paio di minuti la panna fresca poi conservala in frigorifero. Riscalda il bicchiere che userai per servire, versaci il caffè zuccherato, il whisky e per ultimo, senza mescolare, la panna.

E' italiana e precisamente valdostana l'usanza di bere il caffè caldo speziato da un'unica coppa chiamata 'grolla'. Al suo interno vanno versati 1 tazzina di caffè per persona, una tazza di grappa bianca e 1 di Cointreau, 2 chiodi di garofano, qualche fettina di scorza di limone, della cannella macinata e zucchero a piacere. Prima di gustarlo bisogna cospargere il bordo della grolla prima con lo zucchero e poi con la grappa dando fuoco all'alcol fino a quando lo zucchero risulti caramellato.

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