Festa della donna: festeggiare o non festeggiare? Te lo sei mai chiesta a proposito di questa data? Ti è capitato di discuterne con un'amica? Noi ci siamo interrogate al riguardo coinvolgendo, appunto, colleghe, amiche e sorelle sull'8 marzo e sull'opportunità di festeggiare questo giorno, mentre la piena parità di genere sembra ancora un miraggio. Le opinioni sono contrastanti e si basano su ragioni diverse, tra chi vuole svagarsi, chi intende celebrare le lotte delle donne e chi, invece, ritiene la data del tutto priva di senso.
Perché si festeggia la festa della Donna
Partiamo dalle origini e dalla storia dell'8 marzo. La data è stata decretata come Giornata Internazionale delle donne dalle Nazioni Unite nel 1975, ma l'idea della giornata delle donne risale ai primi del '900, anche se le date erano diverse. In ogni caso, la giornata delle donne si connette con i diritti e gli scioperi. Infatti, nel 1909, il 28 febbraio,a New York si celebra il Giorno della donna in relazione a uno sciopero dell'anno prima. Nel 1910, a Copenaghen, la Conferenza internazionale delle donne socialiste dichiara la Giornata delle donne, ma non individua una data precisa. Negli anni successivi, la ricorrenza ritorna, ad esempio, in relazione alla protesta contro la Prima guerra mondiale e, in Russia nel 1917, con lo sciopero per "Pane e pace".
Festeggiare l'8 marzo: perché sí
Alla luce della storia della festa delle donne, alcune nostre amiche intendono celebrare, ogni anno, proprio le lotte per i diritti delle donne, le figure femminili che possono ispirare le nuove generazioni, ancora vogliono ribadire l'emancipazione al femminile e sensibilizzare sulle pari opportunità.
Altre amiche, invece, vanno in una direzione decisamente diversa: vogliono festeggiare perché l'8 marzo può essere un giorno dedicato a loro, una data per prendersi uno spazio, mettere da parte le incombenze giornaliere e svagarsi, insomma un giorno di festa tout court, da celebrare uscendo insieme.
Festeggiare la Festa delle donne: perché no
Soprattutto quest'ultima declinazione dell'8 marzo viene contestata, perché, a detta di altre amiche, in origine la data simboleggia la richiesta dei diritti e, pertanto, non si può ridurre a un party, strass e paillettes.
Altre si chiedono che cosa ci sia da festeggiare, in un senso o nell'altro, di fronte alla mancanza di una piena parità, alla violenza contro le donne, al gender pay gap. Insomma, per loro, l'8 marzo rischia di essere una ricorrenza vuota, una festa che si aggiunge alle altre nel segno del consumismo.
In effetti, dati e storie possono sconfortare, a cominciare dalla stima degli anni che mancano per la piena parità di genere a livello globale: 123 anni secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum. Viene da chiedersi se davvero festeggiare o non festeggiare l'8 marzo sia il problema reale. D'altra parte, la lotta per le donne è viva e necessaria e, forse, proprio la celebrazione dell'8 marzo può rinnovarla e catalizzare l'attenzione sulle donne. Purché non si limiti ad un solo giorno.