Gli adolescenti non sono poi così diversi dagli adolescenti di un tempo. Le ansie per effremarsi nella società dei pari, la preoccupazione di rimanere invisibili agli occhi degli altri, le pressioni a scuola, la ricerca delle amicizie con cui “valga la pena” stare senza entrare in contatto con i rimasti (leggi "sfigati").
Guardando indietro è tutto molto simile alla nostra adolescenza. Ma oggi c’è più qualcosa di più che rende tutto più complesso: la presenza dei social media che amplifica il tutto. Ecco qualche dritta per "sopravvivere".
Evita i sermoni
Il quattordicenne maschio evita i dialoghi con gli adulti e in particolare quelli con i genitori. Non ti ascolta, non ti guarda negli occhi (quasi avesse sempre qualcosa da nascondere! E a volte è così). Non serve a nulla interrogare il quattordicenne che hai in casa, con cui cerchi di dialogare, separati da una porta chiusa: cerca di entrare nel suo mondo parlandogli di una canzone o una passione, anche un meme, che va per la maggiore tra quelli della Gen Alpha. Il trucco è trovare, in un momento in cui si sia scaricato da stress e tensioni, uno spiraglio nel suo universo, mostrandogli che ti interessa quello che sta vivendo o che sta soffrendo.
Non vietare i social media
Per un nativo digitale, cresciuto a pane, smartphone e social media, vietare questo tipo di strumenti è un impresa titanica e controproducente. Più che vietare di fare selfie o mettere online foto con i muscoli in bella evidenza, o con l'ultimo taglio di capelli trendy, bisogna accompagnarlo a sviluppare uno spirito critico. in modo che si renda conto che la realtà è quella lontana dai social e i like non sono la misura del proprio valore personale.
Aiutalo nella ricerca del “gruppo”
In adolescenza la ricerca di un gruppo di amici in cui sentirsi accolti è vitale. Se il contesto scolastico mette troppa pressione o non offre le giuste intese, lo sport, la musica, e altri interessi extra-scolastici possono diventare veri e propri salvagente. Trovare un ambiente alternativo dove potersi esprimere senza giudizio è fondamentale per l'autostima.
Lascialo sbagliare
Fagli capire che un brutto voto o un obiettivo mancato non sono una tragedia, ma tappe obbligate del percorso di crescita. Se sa che può sbagliare senza essere sgridato o giudicato, sarà molto più propenso a confidarsi quando avrà veramente bisogno perchè sta in una situazione davvero difficile.
Non solo rabbia
La nostra società spesso insegna ai ragazzi ad esprimersi con un'unica emozione socialmente accettabile: la rabbia. Tristezza, paura, insicurezza e vulnerabilità vengono represse. Meglio dire “sono stanco” e “sono sopraffatto” piuttosto che caricarsi di una tensione che si trasformerà in rabbia, o rimanere in silenzio. A quel punto spetta al genitore, cogliere la palla al balzo e rispondere con parole di comprensione: “so che è un periodo difficile”, "so che la tua vita è faticosa, ma ci sono passato anche io e prima o poi …finirà".
Come fare per gestire un quattordicenne alle prese con compiti, ormoni, scatto di crescita fisico, gruppi WhatsApp, Instagram in perenne fermento e il costante timore di avere pochi punti aura?
Prima passaggio è ricordarsi che non ci sono formule magiche: forse riconnettersi con il pensiero ai nostri anni da teenager è un buon punto di partenza.