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Dante: 7 frasi da rileggere per il Dantedì

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Dante Alighieri è ancora fonte di ispirazione e riflessione, anche perché le sue frasi, i versi, le poesie toccano temi attuali che coinvolgono: possiamo rileggere qualche citazione in occasione del Dantedì, la giornata dedicata al Sommo Poeta che ricorre il 25 marzo.

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Dante: 7 frasi da rileggere per il Dantedì
Ecco le citazioni da rivedere per la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri.

fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguire virtute e conoscenza
(Inferno, XXVI Canto)

Vuolsè così colà, dove si puote
Ciò che si vuole, e più non dimandare
(Inferno, Canto V)

Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d'eterno consiglio
(Paradiso, Canto XXXIII)

Nessun maggior dolore,
Che ricordarsi del tempo felice
Nella miseria
(Inferno, Canto V)

E quindi uscimmo a riveder le stelle.
(Inferno, Canto XXXIV).

...solo all'uomo fra tutti gli esseri fu dato di parlare, perché solo a lui era necessario. Non era necessario parlare né agli angeli né agli animali inferiori (…) Conveniva dunque che gli appartenenti al genere umano avessero per comunicarsi a vicenda i loro concetti un segno razionale e sensibile: razionale, perché deve ricevere e trasmettere da una ragione all’altra; sensibile, perché nulla si può trasferire da una ragione a un’altra senza un mezzo sensibile
(De vulgari eloquentia)

L'ineffabile Provvidenza ha posto dunque innanzi all'uomo due fini cui tendere: la felicità di questa vita, che consieste nell'esplicazione della propria specifica facoltà, ed è simboleggiata dal paradiso terrestre, e la felicità della vita eterna, che consiste nel godimento della visione di Dio, e costituisce il paradiciso celeste; ad essa quella facoltà specifica dell'uomo non può elevarsi senza il soccorso della luce divina. (...) Per questo l'uomo ebbe bisogno di una duplice guida, in corrispondenza del duplice fine, cioè del Sommo Pontefice, per condurre il genere umano alla vita eterna mediante la dottrina eivelata, e dell'Imperatore, per dirigere il genere umano alla fgelicità terrena attraverso gli insegnamenti della filosofia.
(De Monarchia)

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